Cronaca

Travolse e uccise due donne, investitore condannato a 24 mesi in abbreviato

E' stato condannato a due anni di reclusione, pena sospesa, Luca Deprezzo, 32enne di Galatone, l'uomo che la notte del 20 marzo 2010 travolse, alla guida della sua autovettura, un gruppo di tre persone. Nell'impatto, due morirono

 

LECCE - E' stato condannato a due anni di reclusione, pena sospesa, Luca Deprezzo, 32enne di Galatone, l'uomo che la notte del 20 marzo 2010 travolse, alla guida della sua autovettura, un gruppo di tre persone.  In quel drammatico incidente trovarono la morte due donne: Carmela Vitto 54 anni di Castrignano dei Greci e Maria Giovanna Rollo, di 40 anni, di San Donato di Lecce. La terza persona coinvolta, un'amica delle vittime, Monica Cirignola, 34enne di Trepuzzi, rimase ferita solo leggermente, con una prognosi di 20 giorni. L'accusa nei confronti dell'imputato, assistito dall'avvocato Franco Orlando, era di omicidio colposo con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. La sentenza è stata pronunciata dal gup Antonia Martalò al termine del giudizio con rito abbreviato. Il pubblico ministero Antonio Negro aveva chiesto una condanna a 3 anni e quattro mesi di reclusione
Deprezzo, che quella notte si trovava a bordo della sua Volvo S40, dopo il terribile impatto si fermò subito a soccorrere le vittime. La tragedia avvenne in piena notte, poco dopo l'una, sulla strada che da Nardò conduce ad Avetrana, al chilometro 13, all'altezza di via Bainsizza, angolo Via Talete, a Porto Cesareo. Le vittime di questa ennesima tragedia della stada avevano partecipato a una festa nell'hotel Villa Hermosa, un elegante villaggio turistico. Le donne furono investite sotto gli occhi terrorizzati della loro amica, mentre attraversavano la strada per raggiungere l'auto che avevano lasciato parcheggiato nelle vicinanze del locale, dove si stava tenendo una festa.
Quella che doveva essera una tranquilla serata di festa, si trasformò in una disgrazia. L'uomo alla guida della Volvo si accorse troppo tardi, anche a causa della scarsa illuminazione, delle donne che stavano attraversando la strada a piedi, e non riuscì ad evitare l'impatto. L'incidente sarebbe stato causato anche dall'alta velocità a cui procedeva l'autovettura. Secondo l'ipotesi accusatoria, infatti, suffragata da una consulenza poi parzialmente confutata dalla difesa, l'imputato viaggiava a oltre cento chilometri orari. Le vittime, dopo essere state travolte, fecero un volo di alcuni metri dal luogo dell'impatto. Inutili i soccorsi delle ambulanze del 118: per le donne non c'era ormai nulla da fare.
 
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