Cronaca

Travolse e uccise due sedicenni in scooter, condanna a sei anni in abbreviato

Jacopo Lorusso è accusato di omicidio colposo per aver guidato sotto l'effetto di cocaina e alcol, provocando l'incidente

Il luogo dell'incidente.

LECCE – Sei anni la condanna inflitta con il rito abbreviato a Jacopo Lorusso, il 33enne originario di Bari accusato di duplice omicidio colposo aggravato. Lorusso si trovava alla guida dell’auto che il 20 settembre 2015 travolse e uccise due ragazzi che viaggiavano a bordo di uno scooter. Giorgio Sabato, 16enne di Nardò, morì sul colpo. Alex Giuseppe Furio, coetaneo, di Copertino, si spense alcune ore dopo in ospedale. La pubblica accusa, del fascicolo è titolare il pubblico ministero Giovanni Gagliotta, aveva chiesto una condanna a cinque anni. La sentenza è stata emessa dal gup Vincenzo Brancato. Le famiglie delle vittime, già risarcite in via stragiudiziale, non si sono costituite parte civile. A rappresentare la famiglia Furio, l’avvocato Francesco Cazzato, e David Dell’Atti per i Sabato.

Il 33enne, sottoposto agli accertamenti per stabilire l’eventuale traccia di sostanze alcoliche o psicotrope, risultò positivo alla cocaina e con un tasso alcolemico pari a 1,01 grammi per litro.

Lo scontro avvenne sulla strada provinciale di raccordo fra Melendugno e la marina Torre dell’Orso, all’altezza dell’acceso per il borgo medievale di Roca Nuova. Fu così violento da coinvolgere entrambi i ciclomotori. I giovani che si trovavano sul Malaguti, un 18enne e un 19enne neretini, urtati di striscio, riuscirono a cavarsela con pochi graffi, mentre il Gilera fu colpito in pieno. L’auto di Lorusso, secondo l’ipotesi accusatoria, viaggiava a una velocità superiore ai 90 chilometri orari.

Il 33enne fu arrestato dopo il drammatico incidente. Il gip concesse a Lorusso i domiciliari, ritenendo che la custodia cautelare in carcere fosse “eccessivamente rigida e sproporzionata”, e oltretutto incompatibile, come aveva evidenziato la difesa, alle condizioni di salute dell'indagato. Al giudice l’uomo, che soffre di una grave patologia, raccontò di ricordare poco di quei drammatici momenti, e di aver avuto, con ogni probabilità, un mancamento prima di tamponare i due scooter su cui viaggiavano quattro ragazzi (due rimasero pressoché illesi). Spiegò, inoltre, di aver bevuto due birre, e che si era messo al volante per raggiungere la villa della zia a Torre dell'Orso, dove alloggiava da qualche giorno dopo aver lavorato come animatore in un villaggio turistico della zona. Riguardo alla droga ammise di averne fatto uso sporadicamente e in piccole quantità, ma non la sera dell'incidente. 

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