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La bici della vittima

La bici della vittima

Travolse e uccise un turista in bici, automobilista condannato a due anni e mezzo

Per questa vicenda, avvenuta il 14 settembre 2019, su via Vecchia Salice, a Veglie, Dino De Pascalis fu arrestato perché risultò positivo al test tossicologico. Ma l’accusa poi non trovò riscontri

VEGLIE - Era troppo alta la velocità della vettura contro la quale, il 14 settembre di un anno fa, ebbe la sfortuna di finire, perdendo così la vita, un turista belga di 58 anni, Stephan Philippe Marical, mentre era in sella alla sua bici, insieme a un gruppo, su via Vecchia Salice, a Veglie.

Per questo, la pubblica accusa aveva chiesto quattro anni di reclusione per il conducente del mezzo (una Citroen C1), Dino De Pascalis. Di anni alla fine, l’artigiano 36enne di Salice Salentino ne ha rimediati due e mezzo, ma ne rischiava molti di più, se avesse retto l’aggravante inizialmente ipotizzata nell’inchiesta che portò al suo arresto (ai domiciliari), cioè quella di essersi messo al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

L’accusa, che non trovò riscontri nella consulenza tecnica, fu negata dall’imputato già durante l’interrogatorio di convalida, durante il quale, assistito dall'avvocato Raffaele Benfatto, ammise di aver fatto uso di droghe, ma solo giorni prima del sinistro.

La sentenza è stata emessa dal giudice Cinzia Vergine, al termine del processo discusso col rito abbreviato, e ha riconosciuto il risarcimento del danno con una liquidazione immediata di 25mila euro sia alla moglie che alla figlia, parti civili al processo.

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