Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Travolto dall'inchiesta per voto di scambio il vicesindaco Greco si dimette

Dopo l'inchiesta sul cosiddetto "sexy gate" Antonio Greco lascia gli incarichi, ma continuerà ad appoggiare la maggioranza del sindaco Albano come consigliere comunale. "Spero in indagini veloci per dimostrare che è tutto falso"

PORTO CESAREO – Travolto dall’inchiesta dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina e della Procura di Lecce per presunto voto di scambio, con sfondo a “luci rosse”, Antonio Greco ha deciso di rassegnare le dimissioni da vicesindaco e assessore a Porto Cesareo.

Greco ha indirizzato questa mattina una lettera al primo cittadino, Salvatore Albano, e per conoscenza al presidente del Consiglio comunale, Silvia Tarantino, protocollata intorno alle 12. Continuerà comunque ad appoggiare la maggioranza dai banchi del consiglio comunale.

Greco, nella sua lettera, parla di “autonoma e libera decisione” in merito al fatto “di rassegnare le dimissioni dalla carica di vice-sindaco ed assessore con delega alle politiche ambientali, arredo urbano, manutenzione del territorio e marineria di Torre Lapillo, conferitemi all'indomani delle elezioni amministrative che hanno visto la nostra affermazione, foriera di un nuovo e rinnovato modo di intendere la politica cittadina e la gestione trasparente del territorio cesarino”.

“Gli ultimi eventi che hanno coinvolto me e la mia famiglia – motiva Greco -, rendono necessario rivolgere tutto il mio impegno per la tutela del mio nome, della mia onorabilità e dell'amministrazione tutta”.

“Proprio per queste motivazioni – prosegue - ritengo opportuno di continuare a sostenere il governo di Salvatore Albano svolgendo il ruolo di consigliere comunale, rinunciando seppur con decisione sofferta, alle cariche che ricoprivo nell'esecutivo”. Greco, che non manca di aggiungere di porre “pieno rispetto ed incondizionata fiducia nella magistratura e nelle forze dell'ordine”, auspica “che le indagini che mi vedono coinvolto si concludano rapidamente, per ritrovare serenità personale e perché l'intera comunità di Porto Cesareo veda fugati i dubbi sull'attività del sottoscritto”.

“Sono orgoglioso di aver fatto parte della giunta - conclude Antonio Greco- e di aver contribuito al raggiungimento di   importanti obiettivi programmatici utili a garantire lo sviluppo e la crescita della nostra  splendida città”.

Secondo indiscrezioni, il sindaco (che è a sua volta indagato per voto di scambio, ma in un filone del tutto differente da quello di Greco), accetterà questa volontà.  

Nel filone investigativo di Greco, compare anche l’ex assessore alla Polizia municipale, Cosimo Presicce. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio al quale sono stati sottoposti il 12 febbraio scorso dal pm Carmen Ruggiero. Il sospetto, ovviamente tutto da dimostrare, è che in occasione delle elezioni amministrative del 2011 siano stati organizzati dei festini hard per intrattenere gli elettori della cittadina jonica e far incanalare i loro voti su alcuni politici locali.

L’inchiesta è però molto più articolata. Sempre per voto di scambio, ma senza quel contorno di festini hard, che rappresenta forse la nota particolare che ha fatto propendere Greco per le dimissioni, nei giorni successivi sono finiti nel registro degli indagati anche il già citato primo cittadino, sindaco di Porto Cesareo, Giuseppe Durante, consigliere con delega al Turismo, Antonio Basile, già primo cittadino della località rivierasca ed esponente di spicco del Pdl, il figlio Cataldo e l’assessore Luigi Baldi.  

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