Travolto e ucciso da un'auto in città, la moglie: "Sconcertati dalla scarcerazione"

La rabbia dei famigliari dopo la liberazione per decorrenza dei termini e il provvedimento di espulsione per il 36enne bulgaro

LECCE – Non si placano le polemiche dopo la scarcerazione, alla scadenza dei termini di custodia cautelare come previsto dalla legge, di Marin Traykov, il 36enne di origini bulgare arrestato per omicidio stradale aggravato con l’accusa di aver provocato, alla guida della sua Bmw, l’incidente in cui ha perso la vita Albino Saracino, 60enne, e in cui è rimasto gravemente ferito il figlio Davide l’11 dicembre scorso.

Lo sconcerto della famiglia della vittima

“Siamo amareggiati e sconvolti. Traykov è libero per decorrenza dei termini e per di più potrebbe anche lasciare l’Italia liberamente, senza pagare per il suo reato”, commenta la famiglia Saracino. La notizia della scarcerazione è arrivata come una doccia fredda non solo per la signora Silvana, moglie della vittima, ma anche per i suoi figli, il minorenne anch’egli vittima dell’incidente e l’altra figlia Gloria. La legge dovrebbe tutelarci – fanno sapere tramite l’avvocato Angelo Massimo Benedetto – in questa triste vicenda noi invece ci sentiamo soli, abbandonati. L’assassino di mio marito è libero, io potrei anche incontrarlo. Non solo, potrebbe essere ancora protagonista di incidenti di questo tipo e di altri fatti analoghi ed altrettanto gravi"

Crea sconcerto anche la decisione di provvedere all’espulsione di Marin Traykov dal territorio nazionale: “Rischia di farla completamente franca – aggiunge la famiglia tramite l'avvocato Benedetto – e questo non è giusto, io ho perso mio marito ed i miei figli il loro padre". L’avvocato Angelo Massimo Benedetto, legale della famiglia Saracino, non nasconde la sua preoccupazione per la scarcerazione del 36enne: “Auspico che in seguito a questa decisione avvenuta per decorrenza dei termini Traykov non sia protagonista di altri episodi tragici come quello di cui è stata vittima la famiglia da me assistita. Ho completa fiducia nell’operato della magistratura certo che il processo condurrà presto all'applicazione di una pena certa e giusta, non solo nel rispetto delle vittime di questa triste vicenda ma altresì nell'interesse della collettività tutta".

La replica del legale

Sulla vicenda interviene anche il difensore di Traykov, l’avvocato Benedetto Scippa, che spiega che il suo assistito è intenzionato a ricorrere nei modi e nei tempi previsti dalla legge contro il decreto di espulsione notificatogli dalla questura di Lecce, “in quanto il provvedimento in è connotato da una serie di abnormità giuridiche in fatto e in diritto”. “Non corrisponde a verità – afferma l’avvocato Scippa – che l’automobile condotta dal Traykov al momento del gravissimo sinistro fosse priva di copertura assicurativa e addirittura provento di furto; tanto che allo stato è pendente la procedura risarcitoria per gli eredi della povera vittima e anche per le lesioni patite dal figlio di questa. Di certo vi è che allo stato le indagini non sono ancora concluse e che Traykov ha tutte le intenzioni di restare in Italia, dove risiede con i famigliari, per affrontare il giudizio in maniera da chiarire nella sede più opportuna la propria posizione”.

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