Cronaca

Travolto e ucciso da una moto, il motociclista si difende: "Un tragica fatalità"

Andrea Scatigna è comparso dinanzi al gip per l’udienza di convalida dell’arresto. Per ora resta agli arresti domiciliari

LECCE – Ha chiesto scusa ai parenti della vittima, spiegando che la sua è stata una grave disattenzione, ma di non aver assunto alcuna sostanza stupefacente in quel tragico sabato di sangue. E’ comparso dinanzi al gip per l’udienza di convalida dell’arresto Andrea Scatigna, il 34enne di Porto Cesareo accusato di omicidio stradale aggravato per aver travolto e ucciso con la sua moto Venerio Caione, 62enne originario di Arnesano e residente a Monteroni. Dopo l’incidente, in cui aveva riportato alcune ferite, il 34enne è risultato positivo al drug test. Il gip Vincenzo Brancato ha convalidato l’arresto, confermando la misura cautelare degli arresti domiciliari. Scatigna, assistito dagli avvocati Federica Conte e Giorgio Giannaccari, ha inoltre dichiarato che al momento dell’incidente non viaggiava ad alta velocità. Circostanza su cui, con ogni probabilità saranno i consulenti a doversi esprimere.

Un destino beffardo e atroce quello che ha strappato ai suoi cari Venerio Caione, 62enne originario di Arnesano e residente a Monteroni. L’uomo si trovava nella sua abitazione estiva alla periferia di Torre Lapillo, sulla litoranea Torre Lapillo-Punta Prosciutto (la strada provinciale 340), di fronte al camping “Porto Cesareo”. Erano passate da poco le 19 di un giorno afoso d’estate, il 62enne è uscito di casa per depositare alcuni rifiuti accumulati dopo alcuni lavori di pulizia.

Tutto è accaduto in pochi terribili istanti: una macchina ha rallentato per consentire all’uomo di attraversare, in quel momento è sopraggiunta una moto a forte velocità, una Suzuki 600, che ha sorpassato l’auto e travolto la vittima. E’ stato il conducente dell’auto a prestare i primi soccorsi a Caione e a chiamare aiuto. Poco dopo sono accorsi alcuni residenti della zona. Sul posto, poco dopo, sono giunti due ambulanze e i carabinieri della stazione di Porto Cesareo e compagnia di Campi Salentina. Le condizioni del 62enne sono parse quasi subito disperate, inutili i tentativi di strapparlo alla morte, l’uomo è deceduto circa due ore dopo. 

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