Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Tre giorni col serpente nascosto in casa: devono scardinare la porta

Curiosa vicenda a Casalabate, risolta dalle guardie ecozoofile Anpana che hanno liberato un piccolo rettile in aperta campagna. Una coppia di anziani non riusciva più a prendere sonno con "l'intruso" in casa. Ma stanarlo non è stato facile: si era infilato in un'intercapedine, ben al riparo

CASALABATE – Sembra che stia diventando un’abitudine. Dopo il caso di Nardò, con un serpente cervone di un metro e mezzo infilatosi nella cucina di una villetta e intervento risolutivo delle guardie zoofile Aeop, che l’hanno riportato in campagna (dov’è… strisciato via in un battibaleno), ora è toccato a una coppia di anziani di Casalabate dover far ricorso agli specialisti.

Solo che la vicenda è ancor più bizzarra perché il serpente, sebbene stavolta di misura nettamente inferiore, ma non per questo meno raccapricciante alla vista per chi proprio non riesce ad amare i rettili (bontà loro, non ne hanno colpa se hanno un fascino "particolare"), aveva scelto un nido davvero molto ben protetto: l’intercapedine di una porta.

Il caldo asfissiante di questi giorni non colpisce soltanto gli uomini. Sono molte le bestie del creato a soffrirne e fra questi i serpenti che cercano luoghi freschi dove rimediare magari anche un poco d’acqua. Pensare, però, anche ai poveri anziani che ormai da tre giorni avevano quest’inquilino “abusivo” in casa.

Da quando l’avevano visto la prima volta, non riuscivano più a prendere sonno. Da un lato, la voglia di non uccidere il serpente che, in fin dei conti, colpe non può certo averne se asseconda la sua natura e cerca refrigerio. Né è tipo al quale si può chiedere l'affitto per una stanza in estate. Dall’altro, il terrore, magari, di vederselo sbucare fra le lenzuola nel pieno della notte. Insomma, hanno vissuto la situazione con una certa apprensione. E non hanno quasi chiuso occhio. 

IMG_20150614_210318-3A risolvere il problema senza inutili spargimenti di sangue, ci hanno pensato le guardie zoofile Anpana. Solo che il lavoro del coordinatore provinciale Giuseppe Albanese non è stato affatto semplice. 

La prima volta che è arrivato nella villetta della marina a nord di Lecce, il proprietario di casa era convinto di aver rinchiuso il rettile in uno stanzino, infilando panni in ogni fessura e chiudendo le finestre. Ma i rettili, di tutto ciò, se ne fanno un baffo. Tanto che l’intruso non è stato individuato. 

Ieri, però, eccolo spuntare di nuovo. Albanese è ritornato in quella casa e l'ha scovato a sua volta. Strisciava via sempre più all'interno di una porta, fra le mattonelle e il muro. Alla fine, ha dovuto letteralmente scardinare l'infisso con un cavachiodi (ovviamente, su indicazione dei proprietari, che gli hanno dato il permesso di smontarlo: tutto, pur di liberarli dall'incubo).

E meno male che aveva infilato il casco in testa, perché alcune mattonelle, smontando la porta, gli sono piombate di taglio addosso. Intanto il il rettile, ormai scoperto, questa volta s’è dovuto arrendere. Recuperato con molta delicatezza, è stato liberato in aperta campagna. Lontano dalle abitazioni.

Probabilmente, ma ancora non c'è la certezza assoluta, quindi è un'informazione da prendere con le pinze, si trattava di un esemplare di biscia. 

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