Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

"Tre giorni di fuoco" per Lecce, inizia Sant'Oronzo

Forte l'affluenza dei passanti tra le bancarelle del centro, ma gli affari per il momento non girano a dovere. I commercianti demoralizzati e polemiche dell'ultima ora, ed è solo il primo giorno

Servizio fotografico di Antonio Castelluzzo-3

LECCE - La colonnina di mercurio a Lecce è ben oltre i trenta gradi, ma la gente, già nelle prime ore della mattinata, si è riversata per le strade principali del centro: inizia così la tre giorni "di fuoco" della festa dei patroni del capoluogo, i santi Oronzo, Giusto e Fortunato.

La crisi morde e non c'è scampo, le luminarie sono tutte concentrate in piazza Sant'Oronzo e infuriano le solite polemiche politiche sui pochi soldi destinati dall'amministrazione comunale per l'allestimento della festa patronale: questo, però, non sembra aver scoraggiato né i commercianti, né cittadini e i turisti, che a giudicare dall'affluenza delle prime ore, faranno registrare anche quest'anno cifre da capogiro.

E visto che il sentimento religioso della festa non è stato intaccato dalla svolta consumistica degli ultimi tempi, tanto è bastato ai leccesi per accettare di buon grado anche l'illuminazione sotto tono del centro storico.

"Il vescovo di Lecce, Domenico d'Ambrosio era contrario allo sfarzo, per cui ci è andata bene", confida una signora a passeggio tra le bancarelle. Se il comune sentimento di sobrietà è confermato dalle voci dei passanti ("non ci sono soldi ed è giusto risparmiare sulla festa", dicono molti), i commercianti sono decisamente meno soddisfatti.

I proprietari delle bancarelle che vendono di tutto, dai dolci alle scarpe, dagli animali alle pentole, sono pronti già da ieri per le principali arterie del centro: via Salvatore Trinchese, via Guglielmo Marconi, via XXV Luglio, Piazza Libertini, via Francesco Cavallotti e viale Francesco Lo Re.
Poche ore per montare i gazebo e scaricare la merce e si è già in strada a cercare di vendere qualcosa. Nonostante tutto, alla faccia della crisi. Ma evidentemente demoralizzati.

"Le sembra una festa questa? - un venditore di borse attacca così una prevedibile lamentela - Le luminarie dove sono? Si figuri che i proprietari delle giostre (allestite in zona stadio, N.d.r.) fino all'ultimo non sapevano se avrebbero potuto montare il materiale".

C'è chi si lamenta a causa del divieto imposto dal Comune di dormire per strada ("così dobbiamo accamparci dentro i camper, con questo caldo"), chi non ha notato differenze con le passate edizioni e chi, al contrario, parla di un numero di persone addirittura superiore. Una sola cosa, però, sembra mettere tutti d'accordo: gli affari non girano.

"Qualche euro da spendere ce l'abbiamo, ma solo per piccoli acquisti", conferma una signora del posto che non si fa scappare l'occasione per una tirata d'orecchie sui servizi carenti: "mancano le fontane pubbliche e i bagni, così i bar ne approfittano e per accedere ai servizi, fanno pagare una bottiglia d'acqua addirittura un euro e cinquanta".

"La festa è ancora spenta", sentenzia un ambulante, ma c'è tempo fino al 26 perché si accendano, finalmente, i riflettori sui tre giorni più attesi e vissuti dai leccesi.

In allegato, sotto l'articolo, in formato Pdf, tutto il programma delle manifestazioni liturgiche e civili.

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