Cronaca

Tre nei guai: in un doppiofondo dell'auto nascondevano una pistola carica

Due copertinesi e un rumeno fermati in direzione di Sant'Isidoro. I carabinieri hanno notato una Lancia Y a forte velocità. Trovata una semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa,colpo in canna e caricatore con dieci proiettili. Mistero sulle intenzioni

COPERTINO – Dov’erano diretti con una pistola carica e ben nascosta in auto, di prima mattina? Bocche cucite, per ora. Nessuno dei tre ha fornito spiegazioni. Giovanni Savina, 19enne, Costica Brinzoi, 19enne (rumeno) e Gianmarco Calcagnile, 27enne, residenti a Copertino, sono stati bloccati dai carabinieri della tenenza alla periferia della cittadina.

I militari stavano svolgendo un controllo del territorio. All’improvviso, lungo la strada che conduce verso la marina di Sant’Isidoro, hanno notato una Lancia Y. L’auto procedeva a velocità sostenuta. Dentro c’erano tre ragazzi. Hanno quindi deciso di fermare l’auto. I tre sono stati riconosciuti subito. Sono tutti noti alle forze dell’ordine. Basti pensare che il maggiore d’età, Calcagnile, è stato arrestato per furto nel marzo del 2014. A distanza di un solo anno esatto, dunque, per lui sono arrivati nuovi guai, e questa volta insieme ai suoi amici.

Tutti e tre hanno manifestato molto nervosismo, davanti ai militari. I quali hanno interpretato quel segnale come l’inequivocabile manifestazione che nascondessero qualcosa. Da qui la perquisizione personale e dell’auto. La sorpresa era sotto il sedile del lato passeggero. Da un doppio fondo che è sembrato realizzato all’occorrenza, i carabinieri hanno estratto una pistola semiautomatica di costruzione cecoslovacca, calibro 9 parabellum, con matricola abrasa. L’arma aveva il colpo in canna ed il caricatore con dieci proiettili.

Trascinati in caserma, ai tre è stata formalizzata l’accusa di detenzione abusiva di arma da guerra (le armi calibro 9 parabellum sono quasi tutte rientranti in questa categoria) e arma clandestina ed alterata (per via della matricola abrasa). Tutti si trovano ora in carcere.

E ora, i militari della tenenza copertinese hanno avviato la seconda parte delle indagini, quelle più interessanti. Perché intendono capire dove fossero diretti con quella pistola, che uso intendessero farne e se l’arma sia stata impiegata in precedenti episodi criminali. Da questo punto di vista, saranno effettuato accertamenti tecnici, balistici e scientifici. 

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