Cronaca

Tredicenne disabile picchiato, uno dei bulli chiede la messa alla prova

L'aggressione nel novembre del 2014 in un vicolo alle spalle della chiesa di “Santa Maria delle Grazie”, a Campi Salentina. La decisione del giudice è attesa per il 18 luglio

Il Tribunale dei minori di Lecce.

CAMPI SALENTINA - Potrebbe non tenersi il processo a uno dei ragazzi accusato di bullismo nei riguardi del tredicenne da affetto da deficit psichici. A deciderlo sarà il giudice Aristodemo Ingusci il 18 luglio, quando si pronuncerà sulla richiesta di messa alla prova con sospensione del procedimento avanzata da A.G. (queste le iniziali del nome dell'imputato) durante l'udienza preliminare discussa lunedì nel Tribunale per i minorenni (perché 17enne all'epoca dei fatti).

All'istanza formulata dall'avvocato difensore Michele Palazzo, il sostituto procuratore Imerio Tramis ha espresso parere favorevole. Starà ora ai servizi minorili redigere un programma per il recupero del giovane che ha sempre ammesso le proprie responsabilità prima davanti al magistrato, ora davanti al gup, mostrandosi pentito. L'episodio finito sotto la lente della magistratura risale al novembre del 2014: il tredicenne fu legato a un cancello con una catena da bicicletta in un vicolo alle spalle della chiesa di “Santa Maria delle Grazie”, a Campi Salentina, fu deriso, schiaffeggiato, lasciato in mutande, sporcato d'urina e costretto a fumare uno spinello. Nel gruppetto di bulli c'è pure chi ha filmato col cellulare i momenti dell'incatenamento e l'ha diffuso su whatsapp, consentendo così ai carabinieri di individuare i primi tre responsabili.

Stiamo parlando di A.G., indagato a piede libero, e dei ventiduenni Riccardo Cassone ed Edoardo Tauro che, il 5 dicembre, finirono ai domiciliari per sequestro di persona aggravato (perché commesso nei riguardi di un minore e di persona affetta da handicap), violenza privata e stalking e che lo scorso maggio (attraverso gli avvocati Massimo Bellini e Giovanni Gabellone) hanno patteggiato due anni e otto mesi di reclusione, ottenendo poi la revoca della misura cautelare. Ma non finisce qui. L'inchiesta condotta dal pubblico ministero Angela Rotondano ha puntato i riflettori anche su altri quattro ragazzi che avrebbero partecipato all'aggressione e tra questi c'è l'autore del filmato.

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