Escalation di intimidazioni: esplosi sette colpi calibro 7.65 contro autodemolitore

Trepuzzi: la vicenda scoperta questa mattina, quando il proprietario dell'attività, "Autodemolizioni Patarnello", è andato ad aprire per un nuovo giorno di lavoro. L'uomo non avrebbe mai subito minacce. Indagano i carabinieri della compagnia di Campi Salentina. Per terra reperiti i bossoli

La lamiera perforata dai proiettili.

TREPUZZI – Nessuno ha sentito nulla. E nessuno, in generale, avrebbe potuto vedere nulla, se non per una pura coincidenza. Ovvero, solo se un ipotetico automobilista si fosse trovato a passare nel momento esatto in cui qualcuno ha indirizzato quei colpi d’arma da fuoco contro la struttura, una ditta di autodemolizioni che si affaccia in una zona di campagna, si avrebbero ora indicazioni più precise.

La zona è piuttosto isolata. L'ideale per portare a termine un'intimidazione senza essere scoperti. Né vi sono telecamere che abbiano immortalato qualcosa. Insomma, un vero mistero e solo i bossoli ritrovati sparsi per terra e i fori nel muro provocati dagli spari certificano, oggi, la minaccia consumata.

E’ successo in contrada San Luca, demanio di Trepuzzi, quasi allo svincolo per Squinzano. Si presume che i colpi d’arma da fuoco siano partiti da una pistola nel cuore della notte, o comunque nelle ore serali, dopo la chiusura dell’attività, gestita da un uomo di Squinzano, Giovanni Patarnello.

E’ stato lo stesso proprietario dell’autodemolizione a scoprire quanto avvenuto, questa mattina, quando si è recato sul posto per una nuova giornata di lavoro. Ed ha subito composto il 112, facendo convogliare i carabinieri della stazione locale e della compagnia di Campi Salentina.

I militari hanno trovato sul selciato sette bossoli di un’arma calibro 7.65. Cinque colpi sono stati indirizzati verso il cancello d’ingresso dello stabilimento, mentre altri due si sono conficcati sul muro di cinta. Una dinamica che lascia immaginare un mezzo in movimento, che ha probabilmente solo rallentato nel momento in cui si è avvicinato all’obiettivo, per poi di nuovo accelerare. 

Il proprietario, un uomo senza alcun precedente penale, agli investigatori non ha saputo fornire alcuna spiegazione plausibile. Non avrebbe subito richieste estorsive, né ricorderebbe di recenti screzi con qualcuno. L’indagine, d’altro canto, è appena avviata, e, in questo particolare momento storico del Salento, dove ormai armi e proiettili fanno capolino quasi ogni notte, una simile vicenda, qualunque sia la motivazione all’origine, non fa che aggiungere un nuovo velo d’inquietudine.    

D'altro canto, insieme a Lecce, dove negli ultimi mesi si sono susseguiti diversi attentati ad attività commerciali, e dove proprio due giorni addietro è scattato un importante arresto, l'area di Trepuzzi e Squinzano (e in generale tutta quella del nord Salento), è l'altra in cui negli ultimi tempi si è arrivati a toccare pericolosi livelli di guardia.

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Rapine, agguati, aggressioni e omicidi rimandano ai tempi più cupi della criminalità organizzata. E a Trepuzzi ancora non si è smaltita del tutto l'ultima, agghiacciante vicenda, l'omicidio di un cittadino rom, crivellato di colpi di pistola insieme a uno dei suoi figli, quest'ultimo vivo per miracolo.  L'inchiesta sui colpi di pistola della notte scorsa è in mano al pubblico ministero di turno, Carmeno Ruggiero. 

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