Tre rapinatori piombano in casa di anziani: terrore prima dell'alba

E' successo attorno alle 5 a Trepuzzi. Indossavano calzamaglie sui volti. Cercavano una cassaforte, ma alla fine sono scappati con una catenina d'oro strappata alla donna

TREPUZZI – Sono piombati all’improvviso in un’abitazione prima dell’alba, alla periferia di Trepuzzi. A colpo sicuro. Perché cercavano una cassaforte a muro che hanno anche trovato. Sapevano che c’era, dunque, avevano raccolto notizie certe. Ma non avevano fatto i conti con la reazione delle vittime, una coppia di anziani di 86 e 82 anni. Quando i due hanno iniziato a urlare a squarciagola, sono stati proprio i malviventi a entrare nel panico. Hanno giudicato che attardarsi sarebbe stato rischioso. E così, sono stati costretti a fuggire. Con un bottino ben più misero di quello sperato: una catenina d’oro.

E’ stata un’apparizione da incubo, quella che s’è materializzata attorno alle 5 del mattino. Per entrare, i malviventi hanno forzato la porta d’alluminio del garage. Da lì si sono introdotti nell’abitazione, cogliendo i coniugi di sorpresa. Erano convinti, i tre, di poter fare bottino pieno di gioielli, denaro, preziosi.

Avevano i lineamenti dei volti deformati da calzamaglie e parlavano con accento salentino. L’effetto sorpresa deve essere stato grande, la paura provocata tanta. Non hanno nemmeno usato violenza. Hanno “solo” chiesto dove fosse la cassaforte a muro. L’hanno anche scovata in una stanza di casa, ma alla fine i malviventi sono stati comunque costretti ad allontanarsi con un frustrante risultato finale di una catenina fra le mani, strappata dal collo della donna, a fronte di ben altre aspettative. Davanti alle urla, infatti, hanno preferito non rischiare che il vicinato si allarmasse e chiamasse il 112.

Sul posto, poco dopo, sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Campi Salentina e della stazione locale per avviare le indagini. Le ricerche sono state disposte in tutta l’area a nord di Lecce, fino al confine con la provincia di Brindisi. La banda è fuggita a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata.

Il recente caso dei furti a Nardò

Un episodio singolare arriva dalle zone marine e di campagna di Nardò. Fra la notte di giovedì 6 e le prime ore di venerdì 7, si sono succeduti ben tre furti in abitazioni estive fra Santa Caterina, Porto Selvaggio e Villaggio Resta. Il caso è particolare perché i ladri (quasi certamente gli stessi), per tutte e tre le volte hanno agito con i proprietari all’interno, addormentati, i quali non si sono accorti di nulla, se non al risveglio.

I malviventi, in questo caso, hanno operato laddove hanno trovato finestre socchiuse, prendendo quello che hanno potuto: un orologio, un portafogli, un anello, in un caso persino un’autovettura, dopo aver scovato le chiavi. Si sono accollati il rischio di una colluttazione, qualora qualcuno si fosse svegliato di colpo.

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Sugli episodi stanno indagando gli agenti di polizia del commissariato di Nardò. Non sembra però, per gli investigatori, esservi correlazione con la rapina di oggi. Non solo perché si tratta di zone molto distanti, ma anche perché, se nelle marine e nelle frazioni di Nardò, i malviventi hanno agito verso obiettivi casuali, nella vicenda di Trepuzzi sono andati a colpo sicuro, già sapendo cosa cercare.

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