Bimba di 9 anni nel negozio. "Portata in una stanzetta e palpeggiata"

Ai domiciliari un 71enne di Trepuzzi. Reazione nervosa del padre, che è entrato nell'attività dopo aver appreso il racconto e l'ha preso a ceffoni. Lui ha negato tutto, ma per il gip non è credibile

TREPUZZI – Lui nega le accuse, è stato anche già ascoltato una prima volta, ma la sua versione non ha convinto. E ora, F.F.P., 71enne di Trepuzzi, si trova agli arresti domiciliari. Così ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Giulia Proto, su input del pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. L’ordinanza è stata eseguita questa mattina dai carabinieri della stazione di Trepuzzi. L’uomo risponde di violenza sessuale nei confronti di una minorenne, con l’aggravante di avere meno di dieci anni.

Il fatto risale ai primi del mese di luglio. La bimba, quella mattina presto, è stata inviata dalla madre nella piccola attività commerciale gestita dall’uomo, per acquistare delle salviette. Una commissione semplice e nemmeno nuova, per lei. Lì c’era stata altre volte. Ma quella mattina, sarebbe avvenuto un fatto inatteso, che definire sgradevole è un eufemismo. Uno di quegli episodi destinati a segnare, purtroppo, la mente di una bimba di appena nove anni. L’uomo, infatti, avrebbe usato un banale pretesto, quello di sistemarle il vestitino, ritenendolo scomposto (addirittura “sconcio”), portandola in un retrobottega, approfittando dell’assenza, in quel momento, di clienti.

La reazione del padre: ceffoni in volto

Qui, lontano da occhi indiscreti, avrebbe dato sfogo a innaturali istanti, infilando le mani sotto abiti e costume della bimba. Oltre a palpeggiarla, l’avrebbe anche invitata a toccarsi di notte, dicendole di non raccontare nulla alla madre e regalandole un pacchetto di chewingum, con bacio finale su una guancia. Ben turbata, però, la bimba, appena messo piede in casa, ha fatto esattamente il contrario, rispetto a quanto le avrebbe suggerito il negoziante: confidarsi con la madre che ha anche  avvisato il padre, il quale, colmo di rabbia, prima ancora che la vicenda fosse denunciata in caserma, ha avuto una tale reazione nervosa, da fare irruzione nel negozio, rifilando due sonori ceffoni in volto all’uomo.

Vi sono molti elementi che rendono credibile la narrazione della bambina, agli occhi dei genitori e a quelli di investigatori e inquirenti. In primis, la testimonianza di una cliente. Era nel negozio prima che avvenissero i fatti e stava per uscire; ascoltata, ha spiegato di aver sentito chiaramente i commenti dell’uomo, secondo il quale la bambina avrebbe avuto vestiti un po’ troppo succinti. Elemento ancor più importante è il sopralluogo  svolto dai carabinieri nei locali dove si sarebbe consumato il fatto, che sarebbe corrispondente alla descrizione fatta dalla bimba, la quale ha riferito di stanzino scuro, senza finestre (dovrebbe essere l’antibagno del negozio).

La bambina: "Paura che possa ripetersi"

La bambina, che è stata sentita in forma protetta con una psicologa, ha ribadito quanto avvenuto  spiegato che l’uomo le avrebbe chiesto di mostrarle il bikini, per poi trascinarla in quella stanzetta, provocandole paure, con il timore che tutto possa ripetersi.

Il 71enne, difeso dall’avvocato Antonio Savoia, ha voluto essere ascoltato e ha negato tutte le circostanze, confermando solo che quella mattina la bimba aveva, a suo dire, una maglietta larga, tanto da ritenerla sconcia. Dopodiché, le avrebbe dato le salviettine richieste e regalato le gomme da masticare, aggiungendo anche che c’erano in quel momento altri due clienti nel negozio. Per  il gip, però, le dichiarazioni non sono credibili e, anzi, in qualche caso contraddittorie per una serie di circostanze. Persino la descrizione del negozio non sarebbe realistica: ha parlato di un ambiente unico corredato solo di un bagno, quando in realtà vi sono anche un vano deposito e un antibagno.

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