Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

tribunale assediato dalle pulci, insorge il sindacato

La solita storia degli uffici giudiziari di Lecce sotto la minaccia degli insetti. Ora si leva la voce dell'Unsa Sag, che individua un'unica soluzione. Ma la disinfestazione dovrebbe essere fra 2 mesi

pulce-procura

I piccioni che si annidano sui cornicioni del Palazzo di Giustizia, quel mostro di cemento già balzato alle cronache per l'amianto, ora le cimici. No, non le spie, ma gli insetti. Anzi, si tratta di acari, lo ha rilevato la delegazione giunta stamattina in tribunale a Lecce guidata dal dirigente comunale Fernando Bonocore. Gli insetti si annidano nel piumaggio dei piccioni che hanno costruito il nido nei condizionatori d'aria posti all'esterno. La stanza di un magistrato è stata addirittura chiusa a causa dei volatili.

Quello degli insetti che insidiano le stanze della Giustizia è storia nota, come del resto altre disfunzioni della macchina della legalità. Il sindacato SAG-UNSA osserva che il problema dell'infestazione di pulci ha due origini e una sola possibile, soluzione efficace. Lo spiega Giovanni Rizzo, coordinatore regionale del sindacato: "Prima origine: la presenza massiccia di piccioni, che pur scoraggiata parzialmente dai dissuasori continua a disseminare il Palazzo di Giustizia di nidi e di cadaveri, che come si sa sono il luogo ideale di annidamento e proliferazione delle pulci". La seconda origine starebbe nella "straordinaria resistenza delle larve delle pulci a pressoché ogni tentativo superficiale di pulizia, e persino (una volta incistate negli interstizi e negli accumuli di sporcizia) ai più potenti insetticidi. Esse entrano poi in condizione di stasi e recuperano vitalità (anche a distanza di mesi) non appena si avvicini loro un animale a sangue caldo, che aggrediscono immediatamente". La soluzione: "un intervento tempestivo e radicale di disinfestazione- sostiene Rizzo-, che tenga conto di quanto detto e sradichi all'origine il problema". che significa: " lo svuotamento, la pulizia integrale e il trattamento delle stanze infestate, dell'arredamento e del materiale cartaceo in essa presente, spesso ingente e che viene movimentato molto spesso con contatti tra piani e uffici diversi".


Ma si tratta di soluzione che, osserva Rizzo, il personale chiedeva a gran voce e che si doveva attuare attraverso lo sgombero graduale dei uffici e la temporanea allocazione dei servizi e dei registri essenziali in locali di fortuna. Un'emergenza quindi annunciata la definisce Giovanni Rizzo. "Il Sag Unsa - avvisa il coordinatore del sindacato - intende mettere all'ordine del giorno di una assemblea del personale giudiziario anche questo argomento, affinché venga trattato unitariamente con tutti i sindacati e le rappresentanze elette dal personale. Facciamo appello al presidente della Corte di Appello affinché, insieme all'amministrazione comunale che ha compiuto ieri i sopralluoghi, si affronti il problema in modo risolutivo". E l'amministrazione ha assicurato stamattina che in agosto dovrebbe essere effettuata la disinfestazione.

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