Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Tribunale e sicurezza: i sindacati in assemblea dopo il caso dell'infarto

L'episodio del 9 marzo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: fra le richieste più urgenti, il punto di primo soccorso

LECCE – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’infarto che ha colto un dipendente del tribunale. E così, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Confsal-Unsa, domani mattina alle 11, terranno un’assemblea unitaria. La mattina del 9 marzo scorso, l’uomo, 49enne, è stato colto da malore mentre si trovava al sesto piano, nelle sezioni penali. E se non si fosse trattata di una drammatica emergenza, sarebbe sembrata quasi una scena da commedia: sanitari del 118 costretti a scendere e salire a piedi con il paziente adagiato su una barella pieghevole (e nemmeno standard) per l’impossibilità di farlo entrare negli angusti ascensori, con tanto di codice rosso in corso, e, prima ancora, nessuno che sapesse usare il defibrillatore che pure erano a disposizione.

L’unica fortuna, in quei primi istanti, la presenza al piano di un altro dipendente che, avendo svolto un corso di primo soccorso, era riuscito a soccorrere il malcapitato. La situazione era stata stabilizzata al "Fazzi". 

Ma i problemi nel gigantesco e fatiscente edificio di viale Michele De Pietro sono davvero tanti e l’episodio in sé non ha fatto altro che rimpolpare un’antica diatriba. “Questioni come la sicurezza, l'igiene, la salubrità dell'ambiente di lavoro – dice Giovanni Rizzo, segretario regionale della Confsal-Unsa – coinvolgono sia il personale giudiziario, sia l'utenza. E' corretto parlarne tutti insieme, senza discriminazioni né dimenticanze”.

Secondo Rizzo, che era stato fra i primi quel giorno a sottolineare i tanti problemi del tribunale, “da tempo c'è una sottovalutazione di questi problemi da parte dell'amministrazione nonostante disposizioni di legge e contrattuali stringenti che, in caso di inosservanza, prevedono anche svariate sanzioni a carico dei datori di lavoro”.

_LUC5981-2“Questi, per il ministero della Giustizia – prosegue -, sono i capi d'ufficio che sono responsabili anche personalmente, a meno che non si mettano al riparo avvisando i proprietari degli edifici o i livelli superiori”. La Confsal-Unsa, dopo le difficoltà a soccorrere il dipendente, aveva proposto subito un'assemblea indetta da tutti sindacati, con la partecipazione di tutte le rappresentanze elette dal personale. Sono stati invitati anche l'Ordine degli avvocati, l’Associazione nazionale magistrati, il medico e il tecnico responsabili.

L'assemblea si terrà fino 13 nell’aula magna, al primo piano della Corte d’appello di Lecce. Vari i punto all’ordine del giorno e fra i più pressanti vi è il primo, cioè la costituzione di un punto di primo soccorso nei due poli che ospitano gli uffici giudiziari penali e civili, fatto già evidenziato da tempo. E ancora: corso di formazione all’uso dei defibrillatori e di primo intervento, maggiore frequenza e screening da parte del medico aziendale e installazione di montacarichi esterni. In tutto questo, apertura ai suggerimenti per altre esigenze, che probabilmente non mancheranno di essere espresse.

“Il medico competente – nota Rizzo -, dottor Giuseppe De Francesco, ha già avvisato che per precedenti impegni non potrà essere presente, dichiarandosi però disponibile a futuri incontri nell'ambito dei reciproci ruoli relativi alla sicurezza sul lavoro”.

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