Doppio blitz, armi nascoste e stupefacenti a chili: scattano le manette

Le operazioni una di seguito all'altra fra Gagliano del Capo e Tricase. Due gli arresti dei carabinieri. Pistole e fucili dietro il battiscopa, hashish e cocaina in un muretto a secco

Sopra, le armi trovate in casa di Protopapa, sotto gli stupefacenti attribuiti a Vessio.

TRICASE – Armi e droga, doppio colpo dei carabinieri della compagnia di Tricase nel Capo di Leuca. Due perquisizioni mirate hanno condotto i militari diretti dal capitano Alessandro Riglietti all’arresto di Rino Protopapa, 46enne, avvenuto a Gagliano del Capo e, subito dopo, di Cosimo Vessio, 32enne di origini baresi, a Tricase (cittadina dove risiede ormai da tempo).

La prima perquisizione è avvenuta ieri mattina, in casa di Protopapa. In questo caso, l’input è giunto da un decreto richiesto dalla Procura di Lecce e ha condotto al ritrovamento di armi. La seconda, nelle ore successive, è stata invece un’operazione svolta d’iniziativa. E Vessio è finito nei guai a causa di un ingente quantitativo di stupefacenti, fra cocaina e hashish.

Armi nascoste dietro il battiscopa

Ingegnosi i nascondigli trovati da Rino Protopapa, nella speranza di far passare inosservato quanto custodiva in casa, fra cui, in particolare, il fondo dietro un battiscopa. Forse agiva per conto di qualcuno, ma questo è da vedere. Di certo, il fatto che l’attività sia nata da un provvedimento emesso dal Tribunale suggerisce che dietro vi fosse un’indagine già aperta.  

In casa dell’uomo, a Gagliano del Capo, si sono così ritrovati militari dell’aliquota operativa della compagnia, della stazione locale e di quella di Tricase, insieme con un’unità cinofila di Modugno, con il cane Zilo al seguito, e una squadra di sei uomini dello squadrone carabinieri eliportato cacciatori “Puglia”.

Detenzione illegale di arma clandestina è il reato contestato al 46enne. Durante le minuziose perquisizioni, infatti, i militari hanno trovato dietro il battiscopa della cucina componibile un fucile a canna mozza Franchi, calibro 12, con matricola abrasa e calciolo modificato, funzionante, ma anche una replica di un fucile mitragliatore MP5, modello da soft-air, nero, completo di caricatore e senza tappo rosso.

Protopapa Rino-2Nello stesso nascondiglio, c’era anche una pistola a salve Valtro modello 85 Combat calibro 8, anche questa senza tappo rosso e con caricatore. In più, trenta munizioni a salve calibro 8 e quattro calibro 12 non denunciate, altre ventuno cartucce calibro 12 vuote, perché già usate, e nemmeno queste denunciate. Sotto sequestro è finito pure un bilancino di precisione Diamond, sebbene in casa non sia stata trovata droga.

La perquisizione è proseguita anche all’esterno, nell’autovettura usata dall’uomo e in altre pertinenze dell’abitazione. E i carabinieri hanno fatto ulteriori scoperte: un coltello di genere vietato, di 25 centimetri totali, ma anche una pistola a salve calibro 8, modello 92/auto, pure questa, come le altre, deprivata del tappo rosso e con caricatore. L’aveva nascosta nel cortile, sotto alcuni mattoni forati in cemento. Sotto sequestro, per vagliare i suoi contatti, sono finiti, infine, anche due telefoni cellulari.

Tolto il fucile con canna mozza e alcune munizioni, la maggior parte delle armi, come visto, erano modelli simili a quelle originali, ma alle quali erano stati preventivamente tolti i tappi rossi, elementi capace di distinguerli subito all’occhio anche dei meno esperti come riproduzioni. Il che suggerisce la volontà di farne usi fuori dall’ordinario e, quindi, illegali. Tanto più che era tutto ben nascosto.  

Cocaina e hashish a chili

La giornata dei carabinieri nell’area di Leuca, però, era appena iniziata. Al termine della prima attività, infatti, i militari hanno deciso di svolgere una seconda operazione, andando a frugare nel luogo dove abita un personaggio ampiamente noto alle cronache per una serie variegata di reati: Cosimo Vessio.

VESSIO COSIMO-4Vessio, fra l’altro, in passato si rese protagonista di una vicenda curiosa: si presentò con il borsone in caserma, chiedendo di andare in carcere (stava scontando una pena ai domiciliari, in quel caso per spaccio), avendo litigato con i famigliari ed essendo diventata l’aria, in casa, per lui fin troppo pesante.

Ma questa volta è andata al contrario. Sono stati i carabinieri a presentarsi in casa del 32enne, già pronti a perquisire ogni ambiente. In particolare, i militari della stazione di Tricase, sempre con i team di cacciatori e cinofili, che alla fine hanno scovato parecchia sostanza stupefacente, sebbene anche in questo caso i nascondigli fossero stati ben studiati. Tuttavia, i carabinieri sono riusciti a scovare ben quattro punti diversi di muretto a secco nelle immediate vicinanze della casa, in cui c’era di tutto.

PROTOPAPA E VESSIO (2)-2-2

Sotto sequestro sono finiti: un sacchetto bianco di carta contenente circa 750 grammi di cocaina, come accertato da un primo esame speditivo (narcotest); poi, un cestello di plastica bianco con quattro confezioni sottovuoto da 50 grammi ciascuna, sempre di cocaina (dunque, 200 grammi).

Ancora: un barattolo di vetro contenente altre 60 dosi di cocaina, già pronte per spaccio, per un totale di 40 grammi circa, insieme con un bilancino di precisione funzionante e sette munizioni calibro 6,35. E poi, un barattolo di vetro con undici pezzi di hashish, per circa 100 grammi e un involucro di cellophane con altri quindici pezzi da circa 100 grammi ciascuno di hashish, per un totale di circa 1,5 chili. Infine, un sacchetto contenente undici bossoli calibro .357 Magnum, già esplosi. Tutto attribuito a Vessio, poiché già da tempo era tenuto d’occhio con discreti appostamenti nelle vicinanze proprio per verificarne i movimenti. Sia Vessio, sia Protopapa, sono finiti in carcere.

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