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Sfasciò il bar: paga i danni e chiede di patteggiare. Revocati i domiciliari

E' tornato in libertà Antonio Ippazio Turco, il 46enne di Tricase che la settimana scorsa ha seminato il panico con un'accetta

TRICASE – Ha lasciato i domiciliari, anche, se come tutti gli italiani, si ritrova comunque a scontare altre forti limitazioni, quelle imposte dal governo per fermare l’emergenza Covid-19. Ad ogni modo, per quanto poco possa giovarsene, Antonio Ippazio Turco, 46enne di Tricase, è da oggi tecnicamente un uomo libero a tutti gli effetti.

Così ha deciso il presidente della prima sezione penale, Roberto Tanisi, che ha revocato la misura in atto dalla settimana scorsa, quando Turco si è presentato nel cuore della notte in un bar, armato di un’accetta, pretendendo con toni minacciosi che il proprietario elargisse bevande alcoliche. Sfogando la rabbia sugli arredi, davanti al diniego.

Bloccato dai presenti, prima che la situazione degenerasse, e poi dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Tricase, il 46enne era finito nei guai per minaccia e danneggiamento aggravato. Sottoposto ai domiciliari, dopo la convalida dell’arresto per direttissima, avvenuta la mattina successiva, l’udienza era stata rinviata a oggi.

Il suoi avvocati, Tony Indino e Giovanni Scarascia, nel frattempo, hanno presentato istanza di patteggiamento a otto mesi (con sospensione condizionale della pena), accolta dal pubblico ministero, mentre Turco ha risarcito tutti i danni provocati. A questo punto, il giudice ha ritenuto che non fossero più sussistenti le esigenze cautelari.

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