Sequestrati i parcometri a Tricase, tre iscritti nel registro degli indagati

Le ipotesi di turbativa d'asta e falso. Tutto nato da una denuncia della cooperativa Apulia verso Gestam, che gestisce attualmente il servizio

TRICASE – Tre indagati con le ipotesi di turbativa d’asta e falso. E’ questo il nuovo passo della Procura di Lecce, nell’infinita querelle sulla gestione dei parcometri, che ha condotto, oggi, al sequestro di tutte le macchinette per il versamento dell’obolo presenti dentro Tricase. Una ventina circa, con l’inevitabile sospensione del servizio. Per la gioia degli automobilisti.

La vicenda va inquadrata nella contrapposizione nata fra la cooperativa Apulia e Gestam Group srl. La Gestam detiene l’appalto, ma secondo la cooperativa, non avrebbe tutti i requisiti in ordine. Una storia complessa, che corre su due binari paralleli che per ora non si sono mai incrociati.

Da un lato c’è la vicenda sotto il piano della giustizia amministrativa, per la quale Gestam ha inanellato i pareri favorevoli del Tar di Lecce prima e del Consiglio di Stato poi, con l’ultima sentenza che risale a marzo. Nell’occasione, infatti, è stato respinto il ricorso della cooperativa.

Dall’altro lato, però, c’è la storia sotto i fari della Procura, con inchiesta in mano al sostituto procuratore Emilio Arnesano, che ha delegato la guardia di finanza per le indagini e che oggi ha portato a una prima svolta clamorosa, dopo la denuncia presentata dalla cooperativa: il sequestro, appunto, dei parcometri, previa iscrizione di tre persone sul registro degli indagati.

L’appalto, come noto, è andato a Gestam nel 2014. Il bando risale al 10 aprile di quell’anno. Ma la cooperativa sociale Apulia, seconda classificata, ha sempre sostenuto la tesi che vi fossero alcune palesi irregolarità. Ad esempio, sull’iscrizione alla Camera di commercio, sarebbe stata necessaria la competenza di società con un passato di operatrice nel settore, con almeno la gestione di un parcheggio pubblico a pagamento.

Secondo la cooperativa l’iscrizione sarebbe avvenuta soltanto sei giorni dopo la pubblicazione del bando dopo aver specificato di aver gestito un parcheggio sul tratto di litoranea tra la località del Ciolo e Leuca, che però, stando a quanto denunciato, sarebbe stato privato a uso di un ristorante e quindi non a pagamento.

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Anche sulla vicenda del certificato di qualità Uni e Iso 9001-2008, fondamentale per partecipare, la cooperativa ha mosso rilievi, specificando che sarebbe stato ottenuto il 16 aprile, giorno stesso dell’iscrizione. Un fatto per la cooperativa anomalo, sottolineando questa come occorrerebbero almeno sei mesi per ottenerla. Gli indagati sarebbero un amministratore della società e due professionisti che avrebbero operato per ottenere certificazoni e documenti per partecipare al concorso.   

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