Giovane affetta da autismo morta per soffocamento: disposta l'autopsia

Aveva solo 26 anni ed era della provincia di Bari. Ospite di una centro specializzato del sud Salento, è spirata mentre stava mangiando

LECCE – Si svolgerà nelle prossime ore l’autopsia disposta dal pubblico ministero Massimiliano Carducci per cercare di fare chiarezza sulla morte di C.L., una giovane di appena 26 anni originaria di Triggiano, in provincia di Bari, deceduta per soffocamento. Ospite di un centro specializzato nel sostegno di persone affette da disturbi dello spettro autistico del sud Salento, è spirata nella giornata di sabato scorso, 28 dicembre, mentre stava mangiando.

Un boccone l’è andato di traverso, stando a quanto accertato finora, provocando il decesso in pochi istanti. Un incidente più diffuso di quanto si creda, quello del soffocamento dovuto a un corpo estraneo che si blocca nella trachea: colpisce soprattutto i bambini, ma in molti casi si registrano vittime anche fra gli adulti.

Ma, nella vicenda in questione, la ragazza affetta da autismo, si sarebbe potuta salvare? E’ la domanda più pressante alla quale si vuol dare una risposta e, quindi, il motivo per cui è stata aperta un’inchiesta. Solitamente, in questi casi, si eseguono tecniche di disostruzione (fra le più note c’è senz’altro la manovra di Heimlich). E, dunque, è stato fatto tutto il possibile, e in maniera tempestiva, perché si tentasse il salvataggio della giovane?

Di certo, quando sul posto sono arrivati gli operatori del 118, purtroppo per la ragazza non c’era ormai più nulla da fare. Il suo corpo si trova ora nella camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il pubblico ministero ha incaricato il medico legale Roberto Vaglio di svolgere l’esame.  

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