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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Novoli

Trovata nel letto con tagli alla gola, per la giudice: “Non fu colpa del marito”

Si chiude con un’archiviazione l’inchiesta bis sulla morte di Marianna Greco, 37enne di Novoli, avvenuta il 30 novembre del 2016 nella sua abitazione: si trattò di un suicidio

NOVOLI – Le indagini sono state esaustive, sono state svolte in modo ineccepibile, sondando ogni aspetto della vicenda, approfondendo e scandagliando la vita privata dell’indagato, andando oltre la diligenza per fugare ogni dubbio investigativo e poter affermare con serenità che Emanuele Montinaro, 45 anni, di Campi Salentina, non ebbe alcuna responsabilità nella morte della moglie Marianna Greco, la 37enne di Novoli trovata, il 30 novembre del 2016, sul letto della sua stanza con tagli alla gola. E’ quanto sostiene la giudice Alessandra Sermarini nell’ordinanza con la quale ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.

Il caso fu già chiuso una volta come suicidio, sulla base dei primi rilievi effettuati in casa, dalle dichiarazioni rese dai familiari e dai sanitari, nonché dalla consulenza del medico-legale Roberto Vaglio. “Tale conclusione era suffragata tanto dallo studio della camera matrimoniale dove si rilevava l’assenza di schizzi o scie di sangue e di disordine dovuto a un’eventuale colluttazione con l’aggressore, quanto dalla totale assenza di lesioni da difesa sul corpo della donna, in particolare sui palmi delle mani, avambracci, schiena e spalla”, osserva il gip.

Ma gli stessi familiari chiesero la riapertura del procedimento, attraverso gli avvocati Francesca Conte e Francesco Tobia Caputo, avanzando dubbi sul coniuge, sul fatto che questo avesse avuto relazioni extra coniugali e sulle stesse indagini.

Proprio per fugare ogni dubbio che il pubblico ministero Stefania Mininni (titolare del fascicolo d’inchiesta) dispose nuovi accertamenti, indagando per omicidio il marito.

Si è così scavato in profondità nella vita dell'uomo, oltre che in quella della defunta che soffriva di depressione scaturita da difficoltà nella gestione di alcune relazioni interpersonali e dal mancato arrivo di un figlio, tanto desiderato. Ma nulla è emerso, circa la sua responsabilità, dall’analisi del materiale telefonico e informatico, dalle intercettazioni disposte nei riguardi delle persone coinvolte, né dall’ascolto di chi conosceva la coppia. Così come nulla di rilevante è stato mai individuato attraverso la visione dei filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza dell’abitazione quella drammatica mattina, quando Marianna fu trovata dalla madre gravemente ferita, ma ancora in vita. Montinaro sopraggiunse quando i soccorritori erano impegnati a praticare manovre di rianimazione che, tuttavia, si rivelarono inutili.

Ad assisterlo ci hanno pensato gli avvocati Luigi Rella e Antonio De Mauro.

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