Dopo il raid al circolo Arci, trovato un arsenale in una perquisizione

I carabinieri proseguono con le indagini per fare chiarezza sugli episodi di gennaio e dicembre. Hanno eseguito cinque ispezioni all'alba: nella casa di un 52enne rinvenute armi, munizioni e 200 grammi di esplosivo. Arrestato

Parte del materiale rinvenuto dai carabinieri

ARNESANO – Dallo scorso 16 gennaio, giorno in cui i titolari del circolo Arci di Arnesano, il noto “Guernica” , denunciarono un raid da parte di ignoti, i quali provocarono circa 25mila euro di danni, perquisizioni e verifiche si sono susseguite a ritmi frenetici in tutta la zona dell'hinterland leccese.

Con l’obiettivo di individuare la banda di balordi - che facendo razzia di amplificatori e danneggiando l’arredamento, gli impianti e persino i sanitari, mise in ginocchio un locale gestito da ragazzi -, i carabinieri della compagnia del capoluogo salentino, assieme ai colleghi di Monteroni di Lecce, hanno setacciato case e ascoltato numerosi individui, per intrecciare gli elementi di quella notte, con quelli già assimilati il mese precedente, poco prima di Natale. Quando, cioè, malviventi tentarono una richiesta estorsiva, ai danni del circolo, presentandosi armati di pistola.

Le indagini si sono focalizzate sulla posizione di cinque persone che, all’alba di oggi, si sono viste notificare un decreto di perquisizione emesso dal pubblico ministero di turno, Roberta Licci, titolare del fascicolo. Nell’ambito di questo filone di indagini, i militari dell’Arma si sono imbattuti in un vero e proprio arsenale, durante la mattinata di oggi. A casa di Valerio Pagliara, un 52enne del luogo, aveva nascosto nella propria camera da letto ed in sala da pranzo, armi, munizioni e polvere esplosiva.

A finire sotto sequestro, infatti, oltre a un fucile a canne mozze, anche dieci cartucce calibro 12, 39 proiettili calibro 7,65, 17 proiettili di piccolo calibro e circa 200 grammi di polvere esplosiva di tipo pirotecnico. Tutto il materiale era detenuto illegalmente, poiché il 52enne non è in possesso di alcun permesso. Nonostante avesse suddiviso attentamente le munizioni nei cassetti delle varie stanze dell’abitazione, fatta eccezione per il fucile, nascosto invece tra i cuscini del divano, Pagliara è stato comunque scoperto e arrestato per violazione della legge sulle armi e trasferito, dopo le operazioni di rito in caserma, presso il carcere di Lecce.

Il personale della Scientifica, nel corso delle prossime ore, eseguirà una serie di perizie sull’arma rinvenuta e sull’esplosivo detenuto illecitamente nell’abitazione dell’uomo, per verificare se possano corrispondere a quelli utilizzati in recenti fatti di cronaca registrati nell’hinterland della città barocca.

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Ma l’attività investigativa dei militari dell’Arma proseguirà per aprire uno squarcio inel buio pesto di quel paio di episodi che gettò nello sconforto non solo i giovani gestori del locale, ma l’intera rete dei circoli Arci d’Italia oltre che la stessa opinione pubblica. La mobilitazione di massa di quei giorni portò a un tourbillon di comunicati e interventi di protesta, provenienti anche dal mondo della politica, ai quali fecero eco gli stessi frequentatori del “Guernica” . Questi ultimi aderirono all’iniziativa di solidarietà, ideata per sostenere il circolo, organizzandosi in un collettivo schiaffo morale al racket che ha cannibalizzato persino le organizzazioni senza scopo di lucro.

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