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"Coinvolto ingiustamente nell’omicidio di Noemi, ho accettato di trasportare droga”

Si è difeso così il meccanico di Patù arrestato per la detenzione ai fini di spaccio di oltre un chilo di marijuana. Dopo l’interrogatorio, ha lasciato il carcere per i domiciliari

PATU' - L’ingiusto coinvolgimento nell’inchiesta sull’omicidio della 16enne di Specchia Noemi Durini (per il quale è stato riconosciuto un solo responsabile) l’avrebbe provato al punto da accettare l’incarico di trasportare oltre un chilo di marijuana a Presicce in cambio di 200 euro. Si è difeso così davanti al gip Carlo Cazzella, Fausto Nicolì, il meccanico 51enne di Patù arrestato sabato dai carabinieri dopo il tentativo di darsi alla fuga in sella al suo scooter.

Dopo l’interrogatorio (che si è tenuto in mattinata alla presenza dell’avvocato difensore Luca Puce), durante il quale l’indagato ha negato di essere uno spacciatore, ha lasciato il carcere ed è tornato a casa. Nell’ordinanza con la quale il giudice gli ha concesso i domiciliari, si considerano gravi gli indizi di colpevolezza riguardo al trasporto di sostanze stupefacenti, mentre riguardo alle esigenze cautelari, in particolare sul rischio di reiterazione del reato, che Nicolì se rimesso in completa libertà potrebbe commettere reati della stessa natura (tenuto conto dei numerosi precedenti e dei carichi pendenti e della sua evidente propensione a vivere di espedienti), avendo peraltro lui stesso affermato di attraversare un periodo difficile dovuto proprio alle indagini sul caso Durini in cui si è trovato coinvolto suo malgrado.

Fu l’assassino reo confesso, il 19enne di Montesardo, ex fidanzato della vittima, ad accusarlo ingiustamente del delitto, tanto da rimediare poi una condanna per calunnia.

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