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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Truffa col Postamat per 500 euro, condannato sedicente impiegato di Poste

E’ di un anno e otto mesi di reclusione la pena inflitta a un 47enne del Bergamasco, accusato di aver raggirato un imprenditore leccese in operazioni legate all’affitto di una villa a Gallipoli, nel luglio del 2020

LECCE - Mise in affitto una villa in località “Baia Verde” a Gallipoli, e subito dopo la pubblicazione dell’annuncio su un noto sito web, una persona interessata lo contattò telefonicamente, invitandolo a eseguire alcune operazioni al Postamat per l’accredito del denaro. Peccato che con quelle operazioni, sarebbero stati i suoi soldi a essere trasferiti sul conto della sconosciuta locataria che, per essere più convincente, si era spacciata per una dipendente di Poste Italiane. 

Questa la disavventura vissuta nel luglio del 2020 da un noto imprenditore leccese che, accortosi del raggiro, non perse tempo, sporgendo denuncia ai carabinieri. 

Le indagini consentirono di risalire alla responsabile che anagraficamente risultò essere un uomo, già noto per vicende analoghe, e senza alcun impiego in Poste: Fabrizio Alberti, 47enne di Costa Volpino (comune in provincia di Bergamo). 

Finito al banco degli imputati per truffa, per lui nei giorni scorsi è arrivato il verdetto (con motivazioni contestuali) della giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce Roberta Maggio: un anno e otto mesi di reclusione, più 500 euro di multa.

La sentenza non ha riconosciuto all’uomo alcun beneficio di legge, in considerazione dei suoi precedenti penali, e ha imposto inoltre il risarcimento del danno di mille euro alla vittima, parte civile al processo con l’avvocato Rocco Rizzello.

La vicenda

Tutto ebbe inizio quando l’imprenditore fu contattato telefonicamente da una persona che con voce femminile si era mostrata interessata all’annuncio pubblicato sul web dall’imprenditore, relativo all’affitto di una residenza estiva a Gallipoli, dal 18 al 25 luglio del 2020.

L’accordo iniziale prevedeva il versamento di 500 euro con bonifico bancario, mentre la parte restante, di ulteriori 500 euro, avrebbe dovuto essere consegnata “brevi manu” al momento della consegna dell’immobile. 

Durante le trattative, l’interlocutrice si sarebbe offerta di versare l’intero importo tramite Postamat, secondo le sue direttive; per tranquillizzare il proprietario che si mostrò titubante, gli spiegò di essere una dipendente di Poste e di avere quindi dimestichezza con queste operazioni. Così, il malcapitato, seguendo telefonicamente le indicazioni, inserì la propria carta in uno sportello automatico di un ufficio postale, procedendo, a sua insaputa, a effettuare due ricariche in favore di una prepagata “Postpay Evolution”. Compreso quasi nell’immediatezza di aver elargito denaro anziché ricevere in proprio favore l’importo del canone richiesto, il malcapitato si rifiutò di procedere alle successive operazioni finalizzate al saldo, secondo quanto aveva prospettato la sedicente affittuaria. 

Essendo un giorno festivo, la vittima non riuscì ad annullare le transazioni tramite il numero verde, e così sporse denuncia presso la stazione dei carabinieri di Lecce, dando il via all’inchiesta che nel luglio di un anno fa sfociò nel decreto citazione diretta a giudizio dell’individuo risultato intestatario della carta prepagata.  

A difenderlo ci ha pensato l’avvocato Raffaele Benfatto del foro di Lecce (in sostituzione dell’avvocato Marco Amorese del foro di Bergamo).

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