Cronaca

Truffa all’Inps e falsificazione di Durc, denunciati in dieci dal Nil

Nuovi controlli dei carabinieri del Nil in tutta la provincia. Deferiti alla Procura cinque imprenditori del settore edile del Capo. Scoperti lavoratori in nero in un'officina e denunciati datore e bracciante, falsamente impiegato

 

LECCE – Truffa ai danni dell’Inps e falsificazione di Durc, dieci persone, fra datori e impiegati, denunciate a piede libero all’autorità giudiziaria dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro e dai funzionari della Direzione territoriale del lavoro. L’indagine, svolta su delega della Procura di Lecce, ha permesso innanzitutto di scoprire cinque imprenditori di un comune del sud Salento (non meglio specificato dagli stessi ispettori), tutti del settore edile, che con la complicità di un consulente del lavoro, avrebbero contraffatto alcuni  Durc (ovvero, il Documento unico di regolarità contributiva, indispensabile per poter partecipare a qualunque gara d’appalto, ma anche per intraprendere qualsiasi attività lavorativa, sia in favore di committenti pubblici, sia di privati).

Nel corso di perquisizioni domiciliari eseguite presso le sedi legali, le abitazioni e lo studio di consulenza, i militari hanno rinvenuto, fra l’altra documentazione, anche alcuni Durc che, da un accertamento effettuato presso la sede della Cassa edile di Lecce, risulterebbero mai emessi. Il fenomeno, già riscontrato in altre circostanze, secondo gli ispettori sembrerebbe in aumento e in concomitanza con l’acuirsi della crisi economica che costringe un sempre crescente numero di aziende ad indebitarsi nei confronti degli enti previdenziali.

Pur di poter continuare l’attività, infatti, alcuni imprenditori utilizzano tali documenti falsi o contraffatti che attestano una regolarità dei versamenti previdenziali, assicurativi e, nel caso delle aziende edili, alla Cassa edile, che invece non c’è. In tutto, le aziende edili oggetto dell’indagine avrebbero maturato, in un arco temporale di cinque anni, un debito che solo nei confronti dell’Inps supera il milione di euro, mentre avrebbero trattenuto e non versato le quote contributive a carico dei dipendenti, per un importo di più di 200mila euro.

I militari hanno poi denunciato all’autorità giudiziaria un falso bracciante agricolo e il suo datore di lavoro che lo avrebbe occupato in modo fittizio dal 2008 al 2010 nella propria azienda agricola di Castrì e Cavallino. Le indagini hanno permesso di accertare che il falso bracciante nel periodo in esame aveva realmente operato quale lavoratore autonomo in tutt’altro settore, senza peraltro aver mai denunciato la propria attività agli enti preposti. Per tutto il triennio, la persona denunciata aveva percepito circa 10mila euro erogati dall’Inps come indennità di disoccupazione, in ragione dei rapporti di lavoro fittizi risultanti a suo favore.

DSC00661-5-2Ancora, dopo un accesso effettuato dagli ispettori del lavoro in un’officina meccanica nella zona artigianale di un comune dell’hinterland leccese (anche in questo caso, non meglio specificato), sono stati scoperti tre lavoratori in nero. Per condurre in porto gli accertamenti, i funzionari hanno dovuto eludere il tentativo del titolare di impedire l’accesso, non aprendo i cancelli dell’officina. Gli ispettori, dopo aver atteso invano per qualche minuto che la loro richiesta fosse esaudita, si sono messi a presidio anche delle uscite sul retro della struttura, per evitare qualsiasi tentativo di fuga da parte di eventuali lavoratori irregolari.

Da qui sono riusciti, infine, ad entrare nei locali dove effettivamente hanno identificato tre lavoratori in nero, su sette presenti in quel momento. Dai successivi accertamenti uno dei tre lavoratori irregolari risultava addirittura licenziato dallo stesso titolare dell’officina meccanica e in quel momento in trattamento di disoccupazione, avendo già riscosso la prima rata. Anche in questo caso sia il lavoratore, sia il datore di lavoro sono stati denunciati per truffa ai danni dell’Inps. Nei confronti dell’attività imprenditoriale è scattato anche un provvedimento di sospensione per impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 20 per cento di quello occupato. Sono poi previste sanzioni amministrative per lavoro nero, irregolare tenuta del libro unico del lavoro, mancata consegna del contratto di lavoro ed altro, per un importo di circa 9mila euro.

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