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La solita modalità

Finto coinvolgimento della figlia in un incidente stradale: anziana truffata cede 4mila euro

Il raggiro è ormai collaudato ma continua a mietere vittime per colpa di soggetti senza scrupoli che fanno leva sulle paure delle categorie più fragili: l’ultimo episodio ieri a Lecce

LECCE – La truffa è sempre la stessa, ovvero quella dell’incidente a un familiare che genera necessità immediata di denaro per sbloccare cure e assicurazioni: purtroppo, nonostante sia stata raccontata tante volte anche sui giornali e nelle trasmissioni televisive in una capillare campagna di prevenzione, continua a mietere vittime, facendo leva soprattutto sulla buona fede, sulle angosce e sull’apprensione delle categorie più fragili, ovvero gli anziani.

Proprio come accaduto ieri, a Lecce, dove si è consumato l’ultimo raggiro in ordine di tempo messo a segno da truffatori senza scrupoli. Nella trappola ci è finita, suo malgrado, una 81enne del capoluogo salentino, costretta a cedere nella concitazione del momento una somma in denaro di circa 4mila euro più altri preziosi conservati in casa.

La donna avrebbe ricevuto una comunicazione da una persona spacciatasi per la figlia rimasta coinvolta in un terribile incidente, con la necessità di una importante somma di denaro, circa 5mila euro, per uscire dai guai giudiziari che il sinistro poteva comportare, aggiungendo che sarebbe passato da casa una persona fidata per ritirare il dovuto. E così è avvenuto: alla porta si è presentato un giovane, sulla trentina, che avrebbe riscosso quanto la donna, preoccupata, era stata capace di accumulare, ovvero circa 4mila euro in contanti e alcuni preziosi.

Ottenuto il bottino, l’uomo si è allontanato facendo perdere le tracce. E solo allora la donna ha preso consapevolezza dell’inganno subìto, informando le forze dell’ordine. Sul posto, è intervenuta una volante della polizia di Lecce, che ha raccolto gli elementi utili alle indagini.

Com’è noto, la truffa ha alcune varianti: chi si qualifica come un uomo delle forze dell’ordine, chi come un assicuratore che mette a conoscenza la persona raggirata dell’accaduto e che chiede di predisporre la somma per risolvere la questione, avvertendo dell’arrivo di un ulteriore soggetto (anche qui o un militare o un assicuratore) per la riscossione. Quello che non muta è la capacità di approfittare delle vittime portando a compimento una messinscena che genera spesso oltre al danno economico anche una profonda vergogna in chi è stato raggirato.

Ma le vittime non devono provare vergogna, perché l’abilità di questi soggetti sta proprio nella loro capacità di conquistare la fiducia apparendo in qualche modo credibili dentro un contesto di timore per il bene di un proprio caro. Le forze dell’ordine da tempo stanno fornendo informazioni e promuovendo campagne di sensibilizzazione per aiutare le categorie più fragili a difendersi dalle truffe: nel caso di specie, il suggerimento è quello di non aprire e non dare denaro a persone che raccontano di una situazione di pericolo capitata a un familiare. E di rivolgersi a persone di fiducia e alle forze dell’ordine per trovare conforto su una situazione dove vi sia una inusuale richiesta di denaro. Fare rete è il primo modo per non restare soli e senza riferimenti davanti al rischio di truffe sempre più collaudate.

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