Cronaca

Vende finte assicurazioni a centinaia di automobilisti. Indagato per truffa un broker

L'uomo avrebbe intascato il denaro di polizze inesistenti e le vittime hanno scoperto il raggiro durante controlli e incidenti stradali. Una settimana addietro, i militari lo raggiunsero nella villa in cui è in affitto, scoprendo alcune opere abusive: finirono nei guai proprietaria e geometra

Foto di repertorio

VERNOLE – Il denaro per il rinnovo delle polizze assicurative dell’auto veniva messo direttamente nelle sue mani. Eppure, lui non ha mai consegnato ai suoi clienti il contrassegno da esibire sul vetro, all'interno dell’abitacolo del veicolo. Un broker leccese è ora finito nei guai, indagato perché ritenuto responsabile di una truffa ai danni di oltre un centinaio di sfortunati conducenti. L’assicuratore, consegnando una sorta di ricevuta, ripuliva la propria coscienza davanti ai malcapitati, senza che – in realtà – i soldi fossero poi versati realmente nelle casse della compagnia assicurativa.

Ad accorgersi del raggiro non un automobilista, ma più di uno. Alcuni se ne sono resi conto a seguito di incidenti stradali, scoprendo di non essere coperti dall’assicurazione. E questo è il male minore. C’è chi, fra le vittime, è stata invece colta in una posizione irregolare direttamente dalle forze dell’ordine, durante i normali controlli.

Davanti alle sempre crescenti richieste di spiegazioni, l’uomo avrebbe spacciato quelle “mancanze” per problemi di natura tecnica e disguidi. Ma i suoi movimenti sono  finiti sotto la lente d’ingrandimento dei carabinieri della compagnia di Lecce, i quali hanno avviato una serie di accertamenti. In uno di questi sopralluoghi, peraltro, che risale a meno di una settimana addietro, i militari dell’Arma raggiunsero l’assicuratore presso la villa in cui è in affitto, a Strudà, la frazione di Vernole, con l’intenzione di approfondire l’affaire relativo alla truffa.

E, invece, in quell’occasione, scoprirono due strutture, all’interno dell’abitazione, edificate abusivamente. Sia una piscina, sia una dependance, risultarono infatti prive di concessioni edilizie, facendo finire nei guai la proprietaria del prestigioso immobile, e il geometra che dichiarò il falso per ottenere, in maniera fraudolenta, l’approvazione del progetto.

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