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Cronaca

Bonus edilizi, la truffa per riciclare fiumi di denaro tramite cartiere: dieci indagati

Le indagini della guardia di finanza della tenenza di Porto Cesareo hanno portato al sequestro preventivo per equivalente di oltre 900mila euro. I soldi ottenuti illecitamente, una volta "ripuliti", finivano anche verso società con sede in Cina

LECCE – Definirla “solo” una truffa con i bonus edilizi sarebbe in qualche modo riduttivo. Era, per gli investigatori, qualcosa di più articolato, il cui scopo finale, infatti, sarebbe stato quello di usare cosiddette società cartiere per arrivare a riciclare il denaro confluito sui conti correnti in maniera illecita.

Dietro a tutto vi sarebbe stata, dunque, un’organizzazione ben rodata, con diversi compiti suddivisi fra i presunti sodali, fra chi doveva individuare i soggetti a nome dei quali avanzare la richiesta di bonus edilizi e di cessione del credito di imposta, far aprire un conto corrente postale e fornire indicazioni sui beneficiari dei bonifici da effettuare, chi coordinava gli aspetti legati al riciclaggio, chi faceva da prestanome per le cartiere e chi forniva gli indirizzi Ip tramite i quali disporre i trasferimenti finanziari.

Funzionava così 

Sintetizzando, il meccanismo era questo. In primis, si attestava falsamente di aver realizzato lavori di rifacimento facciate o di efficientamento energetico su immobili, sostenendo di voler cedere il credito d’imposta, frodando così l’Agenzia delle entrate. Dopodiché, si agiva su Poste italiane, dov’erano stati preventivamente aperti conti correnti, cedendole l’inesiste credito e inducendola quindi in errore. I soldi, così, venivano subito trasferiti a diverse società cartiere, per poi finire a loro volta all’estero, confluendo in particolare verso i conti di società con sede in Cina. Un flusso di denaro verso cartiere, va precisato, collegate o comunque riconducibili (anche se intestate ad altri), a un 45enne di Carmiano. Il tutto, quindi per ripulire il denaro, in numerosi casi anche tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Dieci indagati 

Dieci sono gli indagati per questa vicenda, dopo indagini effettuate dalla guardia di finanza della tenenza di Porto Cesareo che si sono soffermate su movimentazioni iniziate nell’estate del 2021. A sette di loro è contestata l’associazione per delinquere: il summenzionato 45enne di Carmiano, un 41enne di Leverano, un 26enne di Carmiano, un 47enne di Lecce, un 76enne di Carmiano, un 35enne di Novoli, un 51enne di San Marzano di San Giuseppe (Taranto). Sono coinvolti nella vicenda anche un 46enne di Leverano, un 39enne di Carmiano, un 60enne di Leverano.  

Il giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari ha disposto un sequestro preventivo per equivalente di denaro e beni di varia natura per oltre 917mila euro a carico di alcuni indagati. Ovvero: 236mila e 259 per il 41enne di Leverano, 334mila e 800 per il 45enne di Carmiano, 133mila per il 47enne di Lecce, identica somma per il 76enne di Carmiano e 80mila per il 51enne della provincia di Taranto. È stato disposto anche il sequestro preventivo dei crediti d’imposta ceduti da tre soggetti a Poste italiane: il 46enne di Leverano, il 60enne di Leverano, un terzo uomo nel frattempo deceduto. Sono state rigettate, invece misure cautelari richieste dal pubblico ministero. Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Stefano Raganato, Michele Stefano Leuzzi, Francesco Cazzato e Cosimo D'Agostino.

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