Cronaca

Truffa con i bolli auto, finisce in carcere ex dipendente di un'agenzia

L’ordine di carcerazione verso Mario Marco Marrocco, 38enne di Taviano, è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce ed eseguito dai carabinieri. Si sarebbe appropriato di somme per circa 130mila euro, frodando i clienti e il suo stesso datore di lavoro

TAVIANO – Truffa e appropriazione indebita. Questi i reati costati il carcere a Mario Marco Marrocco, 38enne di Taviano. L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce. Ad accompagnarlo nel carcere di Borgo San Nicola sono stati i militari della stazione tavianese. Dovrà scontare una pena residua di tre anni e otto mesi di reclusione, per truffa e appropriazione indebita.

L’uomo è noto perché nel 2012 era stato condannato a quattro anni di reclusione. Il verdetto del gup Annalisa De Benedictis, nel giudizio con rito abbreviato, fu anche più severa rispetto alle richieste del pm Massimiliano Carducci, che aveva ereditato il fascicolo dalla collega Angela Rotondano, e che invocò tre anni e due mesi.

Marrocco, ex dipendente di un’agenzia assicurativa locale, secondo le accuse, tra il 2005 e l’agosto del 2008 (quando s’interruppe il rapporto di lavoro), avrebbe intascato in modo indebito circa 130mila euro. L’uomo aveva come mansioni quelle di pagare tasse di proprietà per via telematica, riscuotere somme dei contribuenti e consegnare ricevute di pagamento.

Mario Marrocco cl 77-2Sfruttando questa posizione, si sarebbe appropriato degli importi relativi al pagamento dei bolli auto, versati dagli ignari clienti dell'agenzia per cui lavorava, “consegnando agli stessi ricevute di pagamento che in seguito aveva provveduto ad annullare”. Danneggiando così anche la stessa agenzia.

Le indagini furono condotte dalla guardia di finanza di Gallipoli, secondo i quali Marrocco si sarebbe impossessato anche di circa mille euro che i clienti dovevano al titolare dell'agenzia per il disbrigo di altre pratiche. Altra accusa, quella di aver sottratto oltre 14mila euro dal conto corrente del suo datore di lavoro, per coprire parte dell'ammacco creato negli anni.

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