Truffa da un milione di euro agli investitori, un pateggiamento e un rinvio a giudizio

Primi verdetti nell'inchiesta che vede come protagonisti Carlo Cavalera, il 45enne gallipolino fermato l'11 aprile del 2013, assieme ad Anna Cacciatore, 37 anni, ex promotrice finanziaria della Banca Monte dei Paschi di Siena, con l'accusa di aver messo a segno di una presunta truffa da un milione e 200mila euro ai danni delle vittime che gli avevano affidato i propri risparmi

La conferenza stampa relativa all'arresto.

LECCE – Primi verdetti nell’inchiesta che vede come protagonisti Carlo Cavalera, il 45enne gallipolino fermato l’11 aprile del 2013, assieme ad Anna Cacciatore, 37 anni, ex promotrice finanziaria della Banca Monte dei Paschi di Siena, con l’accusa di aver messo a segno di una presunta truffa da un milione e 200mila euro ai danni delle vittime che gli avevano affidato i propri risparmi.

Il gup Cinzia Vergine ha accolto la richiesta di patteggiamento a quattro anni di reclusione (più 300 euro di multa) avanzata dal legale di Anna Cacciatore, l’avvocato Francesca Conte. Parere favorevole era stato già espresso dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio dell’altro imputato. Cacciatore, infatti, non ha chiesto alcun rito alternativo.

CACCIATORE Anna-2-2-3-2-2La vicenda ha avuto inizio nell'autunno di due anni fa: in quel periodo la 35enne avrebbe spacciato Carlo Cavalera per il responsabile dell’Ufficio prodotti dell’istituto di credito toscano trattandolo, davanti ai potenziali investitori, come fosse il  suo coordinatore. In questo modo, i clienti sarebbero stati convinti a versare ingenti somme di denaro, con la promessa di ottimi ricavi.

CAVALERA Carlo-2-2-3Tuttavia, anziché essere investito, quel denaro veniva invece trattenuto. La Cacciatore, assistita dall’avvocato Francesca Conte, è accusata di truffa, furto aggravato, appropriazione indebita ed esercizio abusivo dell’attività di promotore finanziario. Cavalera, invece, assistito dagli avvocati Angelo Pallara e Biagio Palumbo, è accusato di truffa aggravata, furto e appropriazione indebita.

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L’attività della coppia di presunti truffatori sarebbe durata circa tre anni, fino a quando, il 30 settembre del 2010, la polizia stradale rinvenne in una località del foggiano la Bmw X6 della donna, con all’interno quattro lettere indirizzate ad altrettanti destinatari, tra i quali spiccava proprio il nome di Cavalera. La Cacciatore fu poi rintracciata, poco distante, e raccontò agli investigatori di aver voluto tentare il suicidio perché pentita dei contanti sottratti alle vittime del raggiro: quasi una ventina.

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