Truffa e infedele patrocino, chiesti otto anni per l'ex avvocato Cardigliano

L'accusa ha invocato otto anni e mezzo per l'imputato accusato di aver truffato i suoi clienti. Più di venti le parti civili nel processo

LECCE – Otto anni e mezzo di reclusione, è questa la pena invocata dal pubblico ministero Paola Guglielmi nel processo, dinanzi ai giudici della seconda sezione penale, all’ex avvocato Alfredo Cardigliano, accusato di truffa aggravata e infedele patrocinio. Una richiesta giunta al termine di una lunga requisitoria in cui l’accusa ha ripercorso il presunto sistema truffaldino messo in piedi dall’ex penalista. Dopo la Procura sono stati gli avvocati di parte civile, più di venti, a prendere la parola, associandosi alle richieste del pubblico ministero e avanzando le proprie richieste risarcitorie. In particolare, l’avvocato Rita Ciccarese, legale di alcuni ex clienti dell’imputato, ha chiesto poco più di 40mila euro. Tra i legali di parte civile anche l’avvocato Stefano Pati e il collega Donato Mellone, che rappresenta l'Ordine degli avvocati e ha avanzato una richiesta di 200mila euro di risarcimento danni. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 20 dicembre, data in cui discuterà il legale di Cardigliano, l’avvocato Luigi Corvaglia.

Secondo l’ipotesi accusatoria, del procedimento come detto è titolare il sostituto procuratore Paola Guglielmi, Cardigliano avrebbe intascato indebitamente una cifra vicina ai 500mila euro, tra il 2010 e il 2013, attraverso una serie di truffe eseguite ai danni dei suoi clienti. Il legale, titolare di uno studio nel capoluogo salentino, avrebbe spacciato i suoi intenti per motivi professionali, prospettando ai malcapitati pignoramenti immobiliari o, nel peggiore dei casi, persino di aziende.  Avrebbe così acuito le vicende giudiziarie, per esortare i clienti a versare somme di denaro che sarebbero state poi versate ai creditori, evitando misure drastiche come, appunto, l’espropriazione della casa. E, inoltre, avrebbe ingigantito le complicazioni giudiziarie, per presentare salate parcelle a coloro che ne chiedevano la consulenza.

Nei suoi confronti sono state eseguite due diverse ordinanze di custodia cautelare (emesse dal gip Vincenzo Brancato), relative a due diversi tronconi di inchiesta poi riuniti in un unico fascicolo. Dopo il primo arresto, infatti, altri clienti decisero di denunciare il loro legale, ritenendo di essere stati vittima di una presunta truffa. L’imputato è assistito dagli avvocati Luigi Corvaglia e Pantaleo Cannoletta.

Cardigliano è stato radiato dall’albo degli avvocati. Il consiglio dell’Ordine dopo la discussione di accusa (rappresentata rispettivamente dal pubblico ministero Paola Guglielmi) e difesa, ha emanato il proprio verdetto. Si tratta della sanzione più grave tra quelle previste del Codice deontologico forense, poiché si tratta di una misura adottata in casi ben precisi che comportano un'indubbia gravissima ripercussione dell'azione illecita sul piano professionale e sociale.

In alcuni procedimenti paralleli, tutt’ora in corso, è emerso che Cardigliano sarebbe stato vittima di alcuni presunti prestiti usurari. 

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