Fa leva sul ricordo dell’amico morto e truffa un frate francescano: ricercato

Sottrae 450 euro dai risparmi del religioso, destinati a un progetto culturale: la scusa è quella di un fratello malato a Milano

Foto di repertorio (Foto da Today)

LEVERANO – Più passano le ore e più aumentano le coincidenze: il truffatore che si è impossessato dei gioielli di una donna nel rione Salesiani di Lecce potrebbe essere anche l’autore di un altro, assurdo episodio di una settimana addietro. Avvenuto nella mattinata di mercoledì 21 settembre, nel centro abitato di Leverano.  Un individuo, sempre sulla quarantina e di corporatura esile, ha infatti truffato uno dei frati minori francescani, ospiti nell’istituto di via Leuca. Il religioso, un 72enne originario di Racale, si stava recando presso l’ufficio postale per spedire una lettera personale. Nell’ultimo tratto di strada è stato avvicinato da un uomo, che con simpatia e cordialità,  ha spiegato al religioso come non soltanto avessero avuto un amico in comune in passato, putroppo ormai deceduto, ma ha persino fatto riferimento a “quei pizzicotti sul viso ricevuti da bambino”.

Il frate, sentendo nominare quel religioso scomparso, amico dai tempi della sua attività in un convento di Massafra, ha abboccato all’amarcord del malvivente: talmente verosimile da ispirare fiducia. Hanno percorso la via assieme, fino all’ufficio postale, mentre il malvivente parlava al monaco di uno stock di giubbotti, del valore di 19mila euro, che avrebbe dovuto vendere. Il discorso, però, è scemato all’ingresso dello sportello. Qui, addirittura, lo sconosciuto, finto conoscente, si è offerto di fare la fila per conto del frate. Quest’ultimo gli ha consegnato cinque euro per il francobollo e il truffatore, all’uscita, ha reso regolarmente il resto. La passeggiata è dunque ripresa, fino al retro dell’istituto in cui è ospite il frate.

Durante quel tragitto, il malintenzionato ha accennato alla sua difficoltà economica, per impietosire il 72enne. “Mio fratello è malato di cancro ed è ricoverato a Milano, mi servono 250 euro per poterlo raggiungere”. Commosso da quel racconto, il frate è entrato nell’edificio e ha attinto quella somma da un fondo che, negli ultimi mesi, è stato accantonato per la pubblicazione di un libro. Ma non è tutto. Il malvivente, infatti, non contento, ha persuaso la vittima, chiedendole ulteriori 200 euro a mo’ di prestito: con tanto di ringraziamenti, gentilezze e con la promessa di restituirglieli un giorno. Poi è montato a bordo di una Fiat Punto di colore nero, e si è dileguato. E’ stato un testimone, che si trovava nelle vicinanze, ad insospettirsi della scena, allarmando lo stesso frate. Si sono pertanto entrambi rivolti alla stazione dei carabinieri di Leverano, per raccontare l’accaduto e descrivere i tratti dell’uomo con gli occhi chiari.

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Il suo abbigliamento, composto da jeans e una camicia a quadri bianchi e celesti, è stato segnalato ai militari dell’Arma, diretti dal maresciallo Gianluca Pagliara. Ma il numero di targa, almeno al momento, non sarebbe a disposizione degli inquirenti. Questi ultimi, tuttavia, stanno cercando di recuperare i filmati del sistema di videosorveglianza installati in zona, per risalire all’identità del truffatore. Non è escluso che possa trattarsi dello stesso che, nella mattinata di ieri, è riuscito ad arraffare i preziosi appartenenti ad una donna anziana, con il solito pretesto di un finto incidente da parte del figlio.

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