Truffa milionaria, svuotati conti correnti postali: arrestato ex assessore comunale

Un 55enne responsabile della sala consulenze dell'ufficio postale di Parabita è finito in manette. Altre sei persone sono ai domiciliari per riciclaggio, due i denunciati a piede libero. Con il denaro sottratto acquistate anche auto di lusso

Il procuratore Cataldo Motto mentre illustra i dettagli dell'operazione.

LECCE – E’ finito in carcere con l’accusa di truffa e falso materiale Cosimo Prete, 55enne responsabile del settore consulenze dell’ufficio postale di Parabita. Già assessore comunale, sarebbe il regista di un’operazione illecita che ha sottratto circa un milione e mezzo di euro ad ignari correntisti: una donna residente in Calabria e titolare in un ingente conto e 14 cittadini di Parabita, in gran parte pensionati. E' stato il procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, a illustrare i dettagli dell'inchiesta condotta dall'aliquota della polizia di Stato della sezione di polizia giudiziaria presso la procura.

Altre sei persone si trovano ai domiciliari per riciclaggio: Marcolino Andriola, 48 anni, di Cellino San Marco; Pierluigi Anelli, 47 anni, di Roma, e Stefania Di Matteo, 49 anni di Roma; Luigi Cecere, 27 anni, e Antonio Silvestri, 40enne di Casavatore (Napoli). Agli ultimi due i provvedimenti sono stati notificati dal personale della squadra mobile di Lecce. Il primo avrebbe acquistato, con 65mila euro, due veicoli, mentre il secondo avrebbe ricevuto, tramite giroconti e vaglia, ben 324mila euro. Dall’inchiesta non emergono collegamenti diretti con ambienti criminali di altre regioni o zone della Puglia, ma alcuni tra gli indagati erano già noti alle forze dell’ordine.

Quello messo in piedi era comunque un sistema non improvvisato che il procuratore Motta teme possa essere stato replicato altrove. Rispetto a tutti gli indagati gli inquirenti avevano anche chiesto la contestazione dell'associazione a delinquere, ma il giudice per le indagini preliminari non è stato del medesimo avviso. Diversità di vedute anche rispetto al reato imputato a Prete: il gip non ha concordato sul peculato e ha optato per la truffa aggravata.

prete-2La svuotamento del conto corrente più cospicuo è avvenuto con la “clonazione” del libretto postale: attraverso operazioni gestite dal secondo conto e condotte in maniera apparentemente regolare, ma che in realtà prosciugavano il denaro del primo, i denari sono spariti nel giro di un giorno: in questo modo è stata prelevata la somma di 1 milione e 290mila euro ad una donna residente a Locri, in Calabria. Prete, nel caso specifico, avrebbe agito, in combutta con altri due indagati - Andrea Cesarini di Roma e Assunta Silvestri, di Casavatore, indagati a piede libero per concorso in truffa aggravata.

Il denaro è stato utilizzato anche per l’acquisto di auto, poi "sparite, probabilmente all'estero: tra i veicoli venduti da una concessionaria il cui titolare è indagato in un'inchiesta per presunti prestiti usurari, anche una Ferrari 430, un Audi A5, una Bmw e una Golf. E’ stato l’ufficio anti frode di Poste Italiane a segnalare le non perfetta corrispondenza riscontrata tra i dati del libretto originale e quelli della copia e da quel momento sono iniziate le indagini condotte, in collaborazione con il dipartimento di polizia postale di Bari. Si è scoperto che nei casi che hanno visto come vittime i cittadini di Parabita, Prete, del quale i compaesani si fidavano, abbia loro prodotto attestazione di falsi investimenti finanziari con consegna di un modulo da sottoscrivere.

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