Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Finto olio biologico "Made in Italy". Sedici in manette, indagati anche nel Salento

Anche una società olearia di Copertino è coinvolta in una operazione condotta dalla guardia di finanza di Andria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani. Un'associazione per delinquere importava il prodotto da altri Paesi, Spagna in primis, spacciandolo per "oro verde" locale

Foto di repertorio ( @TM News/Infophoto)

LECCE – La maxi operazione della guardia di finanza di Andria ha travolto diverse aziende della Puglia specializzate nella commercializzazione di olio di oliva comunitario. Con l’accusa di frode sono 16 persone è state arrestate, e altri 30 individui sono indagati tra Puglia e Calabria, per aver immesso sul mercato falso olio extravergine biologico al 100 per cento. Tre associazioni per delinquere, infatti, sono state scoperte dai militari delle fiamme gialle, durante le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani.

Stando alla prima ricostruzione dell’organigramma, due delle tre associazioni per delinquere erano capeggiate dal titolare di un’azienda olearia di Andria, Nicola Di Palma, la terza da Antonio Cassetta, anche lui responsabile di una ditta della cittadina nord pugliese. I due presunti responsabili sono finiti in manette: il primo avrebbe gestito rapporti con aziende nel Cosentino e nella provincia di Crotone, e anche a Copertino.

Le indagini hanno evidenziato come le organizzazioni si avvalessero di diverse imprese operanti nel settore della commercializzazione dell’olio di oliva, a cui veniva affidato il compito primario di fornire fatture false attestanti altrettanti fittizi approvvigionamenti di olio extravergine di oliva prodotto in Italia, necessari per legittimare ingenti acquisti di olio proveniente, in realtà, dalla Spagna, con un introito di circa 30 milioni di euro. Un sistema di frode basato su documentazione fiscale e di trasporto, sfruttando il valore aggiunto delle menzioni riservate ai prodotti “Made in Italy” e biologici.

Durante l’attività di indagine si è proceduto, inoltre, al sequestro di ingenti quantitativi di oli dalle qualità organolettiche scadenti e/o contaminati, in quanto, miscelati con grassi di diversa natura contenenti fondami ed impurezze imputabili al circuito della raccolta degli oli esausti della ristorazione, nonché oli di provenienza furtiva, ovvero, scortati da documenti di accompagnamento indicanti natura e qualità diversi da quelli reali, per un totale di 400 tonnellate di prodotto.

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