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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Truffa diabolica: lo convince di poter fare l'investigatore privato per pedinare ragazza

Un calabrese residente in Spagna artefice di un piano diabolico. Ha "ingaggiato" un leccese bisognoso di un lavoro, per pedinare e fotografare la sua ex bulgara, con la quale ha diversi conti in sospeso. E quando lui ha scoperto di essere stato raggirato, lei l'ha 'rassicurato': "Ci sono cascati altri"

LECCE – El Diablo, la pupa, il finto Philip Marlowe. In realtà, il clone di altri finti Marlowe. Tutti convinti di essere epigoni del leggendario investigatore privato partorito dalla penna di Raymond Chandler. E tutti, invece, clamorosamente raggirati.

Cosa non si fa per un lavoro. La crisi spinge più di qualcuno a cascare in tranelli incredibili. Non a caso, trappole disseminate in Rete, dove ormai passa di tutto e non sempre con adeguato filtro. Il guaio è che improvvisarsi private eye può comportare seri problemi davanti ai veri investigatori. Per esempio, può essere contestato l’esercizio abusivo della professione. In realtà, in questa storia il giro di denunce è vorticoso. 

Ora, un leccese 35enne, disoccupato, ha denunciato di essere stato truffato e di sicuro lo è stato. Potrebbe però rischiare qualcosa a sua volta, esattamente come tutti gli altri che sono cascati nella rete di El Diablo, che così abbiamo voluto ribattezzare perché, pur essendo calabrese di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, abita in Spagna. E perché la sua trovata è stata davvero diabolica: sfruttare la fame di altri per far spiare la sua ex, un’avvenente ragazza bulgara che abita a Lecce, e crearle quanti più guai possibili.

Questioni di gelosia. Quando non ci si rassegna alla fine di una storia. Insomma, la necessità di un lavoro da una parte, un cuore infranto dall’altro, una ragazza spiata da mille occhi dall’altra ancora. Che caos.        

Per capirci qualcosa, è bene andare con ordine. Il 2 giugno scorso s’è presentato in questura il 35enne leccese, iniziando a raccontare una storia che probabilmente gli stessi poliziotti hanno stentato a credere, almeno fin quando non hanno svolto accertamenti, scoprendo che la vicenda non era nemmeno inedita e che, anzi, c’era già un’indagine in corso.

L’uomo ha narrato di essere alla disperata ricerca di un lavoro e di aver quindi risposto a un annuncio su Internet da parte di una società con sede a Puerto del Rosario, in Spagna. E come primo passo ha inoltrato il suo curriculum vitae (l’immancabile buona presentazione per far bella figura con il capo) corredato di numero di telefono.

Ora, il bello. L’annuncio avrebbe dovuto muovere subito verso qualche sospetto. Ma la promessa di mille e 700 euro al mese, più rimborso spese, deve essere stata più forte di qualsiasi dubbio. Alle volte uno dice: o la va, o la spacca. E poi, ci si sente un po' come Dylan Dog che per indagare nell'incubo chiede 100 sterline più le spese. Solo che nell'incubo c'è finito lui.

La richiesta, ben precisa: entrare a far parte di un’agenzia investigativa, per un servizio riguardante una “infedeltà sul lavoro” da parte di una ragazza che per conto della stessa fantomatica società avrebbe dovuto svolgere le funzioni di manager dal 1° giugno. Il tutto, sulla base di un contratto che prevedeva una clausola per la quale il personale era autorizzato a filmare e fotografare  i dipendenti per verificare la loro condotta di vita.

Roba grossa. Spionaggio e controspionaggio. E chissà con quale passione il 35enne si è avviato alla sua nuova professione, quando, dopo qualche giorno, firmato un contratto inviato via e-mail, gli è stato indicato anche il target: avrebbe dovuto pedinare e fotografare in vari momenti della giornata una ragazza di nazionalità bulgara della quale erano state fornite fotografia, indirizzo e modello dell’auto. Spagna, Italia, Bulgaria. Roba internazionale, alla James Bond. 

Il giorno successivo, ha spiegato il raggirato, è arrivata sempre dallo stesso indirizzo di posta elettronica anche un’autorizzazione a divulgare i dati sensibili dell’agenzia, nell’eventualità vi fosse qualche controllo delle forze dell’ordine. A suo modo geniale, perché definitivamente rassicurato, il 35enne ha iniziato la sua attività raccogliendo una serie di prove, anche fotografiche, su frequentazioni della ragazza e movimenti.

Ogni sera, poi, come pattuito, ha inviato immagini raccolte nell’arco della giornata, corredate da considerazioni. “Complimenti”, gli ha anche risposto il sedicente titolare della fantomatica agenzia investigativa. A quel punto, il passo successivo: l’ha autorizzato a inserire un programma Spy da utilizzare mentre la ragazza era al telefono per intercettare le connessioni telefoniche e ascoltare anche le conversazioni. Mefistofelico.  

Dopo quattro giorni, però, probabilmente sono iniziati i primi, veri sospetti. Guarda caso, quando il piatto ha iniziato a piangere. Il 35enne ha chiesto restituzione di copia del contratto controfirmata o, almeno, il rimborso delle spese sostenute per seguire l’obiettivo. E qui i dolori. Nessuna risposta dal boss. A quel punto, trascorso un certo lasso di tempo, la decisione di venire allo scoperto: presentarsi alla ragazza straniera e raccontarle tutto.

Non deve essere stato facile aprirsi e svelare l’imbarazzante situazione. Ma - sorpresa, sorpresa -, dalla sua interlocutrice, nessuna smorfia di rabbia, nessun accenno di meraviglia. Gli ha rivelato che lui era solo l’ultimo di una lunga lista di persone che erano state ingannate e che aveva scoperto, essendosi accorta in qualche caso di essere stata pedinata e spiata. Benvenuto nel club.  

Per questi fatti, la ragazza ha anche inoltrato una serie di denunce sia nei confronti delle persone che l’hanno seguita in passato, sia verso l’artefice di tutto, quel suo ex fidanzato calabrese con cui aveva trascorso un periodo di tempo nel Salento. In passato ha vissuto in provincia di Lecce.  

Non solo. Lei stessa ha ulteriormente denunciato l’uomo in precedenza per essere stata raggirata. A suo dire, infatti, avrebbe ricevuto da lui, che si spacciava all'epoca per un importante manager alberghiero, un’offerta di lavoro mai concretizzatasi. E ora, dagli alberghi, è passato a dirigere le agenzie investigative. Si fa per dire. 

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