Tumore scambiato per semplice cefalea, la denuncia della famiglia di un 19enne

Una massa tumorale al cervello scambiata per una banale cefalea. Un presunto episodio di malasanità che solo il caso, la lungimiranza dei familiari e un intervento chirurgico hanno evitato si trasformasse in tragedia. A puntare il dito contro le presunte negligenze del personale medico sono i parenti di un 19enne salentino

LECCE – Una massa tumorale al cervello scambiata per una banale cefalea. Un presunto episodio di malasanità che solo il caso, la lungimiranza dei familiari e un intervento chirurgico hanno evitato si trasformasse in tragedia. A puntare il dito contro le presunte negligenze del personale medico sono i parenti di un 19enne salentino.

La notte del 22 dicembre il ragazzo accusa un forte mal di testa, accompagnato da vertigini e vomito. La mattina seguente le condizioni del 19enne non migliorano, tanto da spingere i familiari ad accompagnarlo presso il pronto soccorso dell’ospedale di Galatina dove, dopo una lunga attesa, non viene sottoposto ad alcun esame ma una semplice visita di routine (misurazione della pressione arteriosa, prova dell’equilibrio, et cetera). Al giovane paziente, si legge nel referto, è diagnosticata una cefalea e la relativa prescrizione di analgesici. Nei giorni successivi, però, la situazione non sembra migliorare. Il 28 dicembre, trascorse le festività natalizie, il 19enne viene accompagnato in ospedale a Casarano, dove  il personale medico sottopone il paziente a una serie di esami, tra cui una Tac alla testa con liquido di contrasto, che evidenzia una massa di alcuni centimetri, causa dei sintomi evidenziati dal ragazzo.

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La sera stessa del 28 dicembre il paziente viene trasferito d’urgenza nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale  “Vito Fazzi” di Lecce, dove la mattina successiva è sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico per la rimozione della massa tumorale. L’intervento, perfettamente riuscito, ha con ogni probabilità salvato la vita al 19enne, le cui condizioni sono stabili. Rimane però la rabbia della famiglia, che non accetta e denuncia i mali di una sanità troppo superficiale, che ha rischiato di spezzare la vita di un ragazzo di soli 19 anni. 

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