Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Turismo, bene l'intesa "low cost". Servizi da rivedere

Presentato il bilancio di "Lecce capitale del weekend", iniziativa del Comune in collaborazione con Ryanair: turisti conquistati dalla città più che dai sapori, ma trasporti e parcheggi fanno penare

Turisti stranieri in Piazza Sant'Oronzo, questa mattina.

LECCE - Tutti si innamorano di Lecce tanto da volerci tornare, ma il 41 per cento dei visitatori intervistati si lamenta dei trasporti e dei parcheggi. I dati presentati questa mattina dall'assessore al Turismo, Massimo Alfarano - promotore dell'accordo "Lecce capitale dei weekend" siglato con la compagnia di voli low-cost Ryanair ed operativo nei tredici fine settimana tra marzo e maggio - rispecchiano in fondo una serie di certezze consolidate, sia nel bene che nel male (in allegato il documento integrale). La città del barocco conquista i cuori dei suoi visitatori per l'intrinseca bellezza dei palazzi e delle corti (84 per cento degli intervistati) più che per le delizie del palato ("solo" il 24 per cento) ma mette a dura prova i nervi quando si tratta di attendere un mezzo pubblico o di parcheggiare il proprio ( 42 per cento) o di avere informazioni (11 per cento). Nelle'elenco delle cose che non vanno, ma con un certo distacco, anche il sovraffollamento e il decoro cittadino.

Le rilevazioni sull'impatto dell'iniziativa promozionale sono state effettuate sulla base di mille e 790 interviste condotte da uno staff composto da dottorandi e studenti delle facoltà di Lingue e di Economia. Il primo tangibile risultato è dato dall'incremento delle presenze rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente: più 4,45 per cento di arrivi comprensivi di pernottamento, più 3,7 di "giornalieri". Tutti portati dall'operazione di marketing territoriale per la quale sono stati spesi complessivamente 262 mila euro, di cui 195 mila dal partenariato locale e 60 mila da Ryanair. I dati annunciati oggi si attendevano da tempo ma sono stati gli stessi rilevatori a segnalare, nelle pagine consegnate, una certa riluttanza di alberghi e B & b a fornire con costanza e completezza le informazioni sollecitate. Quando si dice fare sistema.

Quattro su dieci sono stranieri, ai paesi tradizionalmente serbatoio di flussi verso il Salento - quali Francia, Regno Unito e Germania - si sono aggiunti con numeri importanti anche Paesi Bassi e Spagna. Di target culturale medio-alto, i turisti soggiornano in Bed & breakfast (37 per cento) prima ancora che negli alberghi (34 per cento). Concreti anche i vantaggi in termini economici: la spesa media giornaliera pro-capite è di 178 euro, di cui 62 per dormire e il resto per consumi prevalentemente per mangiare. Affari anche nel settore abbigliamento, cui va destinato in media un quarto del budget. Parzialmente diversi i comportamenti di spesa di coloro che visitano Lecce in giornata: provengono essenzialmente dalla Puglia e dalla regioni limitrofe e spendono in media 35 euro, quasi tutti per il pranzo e qualche spicciolo per un souvenir. In sintesi: per ogni euro speso per il progetto pilota si sono generati 8,35 di spesa turistica e 3,27 di valore aggiunto complessivo.

Peyla, presidente della Sgm: "Se non si liberano le corsie preferenziali, c'è poco da fare".

Tirato indirettamente in ballo dai numeri del report, il presidente della società che gestisce trasporti e parcheggi nel territorio urbano di Lecce, Gianni Peyla, fa una precisazione: "Fino a che la priorità dei cittadini resterà quella di arrivare dovunque con l'auto, i nostri sforzi possono servire a ben poco. A che serve mettere le paline telematiche con gli orari dei bus se poi, nelle ore di punta, i ritardi possono arrivare anche a quindici, venti minuti?". E per sottolineare come il punto debole siano le abitudini dei leccesi, Peyla, rammenta come nel periodo natalizio i parcheggi di interscambio vadano deserti.

Ma c'è anche un'altra questione che ha fatto molto discutere nelle ultime settimane, quella relativa al ticket che i bus turistici devono versare al City terminal del Foro Boario. Un "dazio" che non convince gli operatori del settore sia per la mancanza di una rete infrastrutturale cittadina adeguata sia perché, all'atto pratico, sarebbe contraddetta dall'autorizzazione che i torpedoni ricevono per recarsi presso la struttura alberghiera per il carico e scarico dei turisti che pernottano negli alberghi. Come dire: se lo scopo dell'ordinanza è liberare le strade del centro dall'ingombro e dallo smog prodotto dai mezzi pesanti, perché dopo aver pagato quanto dovuto viene permesso comunque di arrivare in centro?

"Non possiamo obbligare i turisti a fare troppi passaggi per lo scarico dei bagagli ma la navetta è sempre a disposizione. Anzi, se ci sono esigenze particolari comunicate preventivamente, possiamo attrezzarci con più mezzi".

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