Cronaca

"Twilight", maxi inchiesta su usura: il Riesame scarcera tre degli arrestati

Annullata dal Tribunale della Libertà l'ordinanza di custodia cautelare per Alessandro Fago, Gianfranco Pati e Mario Lagonigro

LECCE – Prime scarcerazioni per gli arrestati nell’operazione denominata “Twilight”. Le indagini, condotte dai carabinieri del comando provinciale di Lecce e coordinate dal sostituto procuratore della Dda Alessio Coccioli, hanno delineato la presunta esistenza di tre associazioni. I reati contestati a vario titolo sono: associazione di tipo mafioso e concorso esterno in associazione di tipo mafioso, finalizzati all’usura, all’estorsione aggravata, al riciclaggio e altro.

Il Tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Alessandro Fago, 45enne di San Pietro Vernotico, assistito dall'avvocato Ladislao Massari. A Fago sono contestati una lunga serie di reati: associazione mafiosa, usura nei confronti di un altro degli indagati (nel periodo tra gennaio e giugno del 2011)  ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Tornano in libertà anche Gianfranco Pati, 56enne di Monteroni, assistito dall’avvocato Pantaleo Cannoletta; e Mario Lagonigro, assistito dagli avvocati Federica Conte e Giorgio Giannaccari. A entrambi si contesta di “aver fatto parte di un’associazione di tipo mafioso, operante anche in collegamento con altre consorterie attive nella città di Lecce e provincia”. Pati, secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe agito da “intermediario usurario” e come recupero crediti per chi non onorava i debiti. Lagonigro, legato ai fratelli Persano, avrebbe gestito e prelevato le somme derivanti dall’attività usuraria attraverso un servizio di money transfer.

Venerdì compariranno dinanzi ai giudici del Riesame altri indagati, tra cui i fratelli Stefano e Fabio Persano (assistiti dagli avvocati Francesco Spagnolo e Luigi Corvaglia), così come il 20 dicembre.

L’inchiesta nasce dalle ceneri di un’altra operazione, quella denominata Shylock (che ha portato a diverse condanne in primo e secondo grado). Dalle denunce presentate da un imprenditore vittima di usura, e dalle dichiarazioni rese da Alfredo Scardicchio, che ha deciso di collaborare dopo il suo arresto, nel 2011 si è sviluppata la nuova indagine. Più di un centinaio complessivamente gli indagati, tra loro anche sei funzionari di banca, indagati a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in riciclaggio. 

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