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Cronaca

Uccisa dal Covid-19 o da mancate cure? Indagati in 22 al “Vito Fazzi”

Iscritti sul registro aperto per "responsabilità colposa per morte in ambito sanitario", i medici e i paramedici che ebbero in cura una 73enne di Ruffano, deceduta il 2 novembre nel reparto di Malattie Infettive

LECCE - Sono 22 gli indagati, tra medici e paramedici, per il decesso di Abbondanza Antonia Marra, 73enne di Ruffano, avvenuto lo scorso 2 novembre nel reparto di Malattie Infettive nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove era stata ricoverata per il Covid-19.

L’iscrizione sul registro, in cui è ipotizzato il reato di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, è stato un atto dovuto in vista dell’accertamento tecnico irripetibile disposto dalla magistratura. E’ stata fissata per venerdì, infatti, l’udienza durante la quale, il pubblico ministero Luigi Mastroniani (titolare del fascicolo) conferirà al medico legale Roberto Vaglio il compito di svolgere i dovuti approfondimenti, utili a chiarire la vicenda.

Secondo i familiari della 73enne, a provocare il decesso, dopo quattro giorni di coma, non sarebbe stata la polmonite a focolai multipli da Sars Cov-2 con insufficienza respiratoria”, come riportato nella cartella clinica, ma la mancata somministrazione dei farmaci per gravi patologie pregresse (sin dal 1980 la paziente era affetta da una grave sindrome che l’aveva resa invalida civile al 100 per cento).

E’ quanto si sostiene nella denuncia sporta dai figli lo scorso gennaio attraverso gli avvocati Alvaro e Antonio Storella: “Dal contenuto dei colloqui telefonici intercorsi, risulta una particolare gravità nelle scelte terapeutiche praticate giacché, contrariamente a quanto assicurato dal suddetto personale, la terapia salvavita farmacologica che nostra madre doveva assumere necessariamente, non le è mai stata somministrata”.

E, ancora, in un successivo passaggio: “La dottoressa si sarebbe limitata a comunicare che la paziente “anche se sensibilissima non è collaborante” senza che il personale medico desse alcuna importanza ai sintomi che intanto cominciavano a manifestarsi proprio a causa dell’astinenza e agli effetti dovuti all’interruzione della terapia seguita da decenni”. Per sapere come siano andate realmente le cose, non resta che attendere gli sviluppi dell'inchiesta.

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