Uccise il fidanzato in auto, 29enne evade dopo un permesso premio

Sarebbe dovuta rientrare in carcere a Lecce venerdì mattina, entro le 10. Da allora, però, di Rosa Della Corte, la ragazza di 29 anni di Casandrino accusata dell' omicidio del fidanzato, il militare Salvatore Pollasto (avvenuto il 4 aprile del 2003), si sono perse le tracce

LECCE – Sarebbe dovuta rientrare in carcere a Lecce venerdì mattina, entro le 10. Da allora, però, di Rosa Della Corte, la ragazza di 29 anni di Casandrino accusata dell' omicidio del fidanzato, il militare Salvatore Pollasto (avvenuto il 4 aprile del 2003), si sono perse le tracce. La donna è attualmente ricercata su tutto il territorio nazionale. Giovedì la 29enne ha chiamato il suo legale, l’avvocato Carlo Gervasi, per avvisarlo che sarebbe partita e tornata a Borgo San Nicola. Lecce è stata l’ultima tappa di una lunga peregrinazione tra le carceri italiane: Napoli, Perugia e Trani. Grazie al penalista leccese, che la segue da tre anni nell’esecuzione della pena, Rosa ha iniziato un nuovo percorso, trasformandosi da detenuta irrequieta e indisciplinata, a carcerata modello. Un percorso lungo e complicato che, dopo una luna serie di permessi premio e sconti di pena per buona condotta, avrebbe dovuto condurla a ottenere gli arresti domiciliari e l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Per questo lo scorso 8 luglio è stata fissata l’udienza per la 29enne, in cui i giudici avrebbero dovuto decidere sulla concessione dei domiciliari. Una decisione rinviata però a ottobre per le gravi condizioni fisiche della detenuta: in tre mesi Rosa ha perso quasi 25 chili, trasformandosi in una figura esile ed emaciata. Da qui la decisione di sottoporla a visita medica, con un rinvio di ben tre mesi. Una doccia fredda cui si era poi aggiunto il rigetto della richiesta del permesso premio. “Non ce la faccio più”, ha confidato la giovane donna al suo legale, che in questi mesi ha cercato di sostenerla e convincerla ad accettare e rispettare le rigide regole del sistema carcerario e della burocrazia giudiziaria. “Rosa ha vissuto negli ultimi mesi un forte stress psico-fisico – spiega l’avvocato Gervasi – che l’ha debilitata e provata. Qui a Lecce però è cambiata, diventando una detenuta modello”. Anche per questo le era stato concesso, il 16 agosto, un permesso premio di sei giorni. Difficile capire cosa possa essere scattato nella mente della 29enne, improbabile l’ipotesi di una fuga o di un progetto prestabilito. Rosa Della Corte, del resto, sarebbe tornata libera tra meno di tre anni. Nel 2005 ha perso il padre e la madre è gravemente malata.

Una storia drammatica e maledetta quella dell’ex ragazza ribelle e bellissima. La regina di Casandrino, uno dei tanti paesi dell’entroterra napoletano, un paese che non è sul mare e non è sul Vesuvio. Un paese come tanti altri. Casandrino è anche lo sfondo di una storia d’amore, quella con Salvatore Pollasto, conclusa in maniera tragica. La mattina del 4 aprile 2003 il corpo di Salvatore viene ritrovato in una Y10 bianca, in un vicolo di Casandrino, alla periferia Due coltellate lo hanno colpito, mortalmente, all'addome. Il militare ha i pantaloni calati fino al ginocchio, e gli slip sono in parte abbassati. I polsi del giovane poi presentano dei segni, delle ecchimosi, come se fosse stato legato.

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I sospetti si concentrano subito sulla fidanzata, Rosa Della Corte, 18 anni, arrestata sei mesi dopo. Un processo indiziario in cui l’imputata si è sempre professata innocente. In primo grado la donna è stata condannata a 25 anni per omicidio volontario, pena poi ridotta in appello a 18 anni e confermata, nel 2006, dalla Corte di Cassazione. 

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