Cronaca

Uccise il figlio di 2 anni, chiesto rito abbreviato

L'udienza questa mattina, aggiornata al 17 novembre. I difensori di Gianpiero Mele hanno avanzato richiesta di ascoltare il consulente di parte. Secondo i periti nominai dal gip era capace d'intendere

Carabinieri nell'appartamento dove avvenne la tragedia.

LECCE - Nel corso dell'udienza preliminare che s'è svolta questa mattina davanti al gup Carlo Cazzella, presso il Tribunale di Lecce, gli avvocati Angelo Pallara e Gabriella Mastrolia hanno chiesto il rito abbreviato, che permette di ottenere lo sconto di un terzo della pena, per il processo che vede al centro il loro assistito, Gianpiero Mele, un nome ormai entrato nelle case di tutti i salentini.

Mele, oggi 26enne, leccese, il 30 giugno dello scorso anno uccise il figlio Stefano, di appena 2 anni, nell'abitazione estiva di Torre San Giovanni, marina di Ugento (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=21386). Il piccolo, secondo quanto rilevato dall'autopsia, eseguita dal medico legale Alberto Tortorella, morì asfissiato e dissanguato, a causa prima di una corda stretta intorno al collo e poi di un taglio finale alla giugulare con un coltello. Una fine orrenda, per l'incolpevole bimbo, frutto di una relazione con una ragazza di Surbo, Angelica Bolognese, 24enne, che stava naufragando ormai da tempo e che invano la coppia tentò di salvare, quell'estate, nel corso di una vacanza trasformatasi in tragedia.

Quello che bisogna ancora accertare è se Mele fosse realmente capace di intendere e volere. Secondo la consulenza depositate nei mesi scorsi dai professionisti Domenico Suma e Antonio Bellomo, nominati dal giudice per le indagini preliminari, Nicola Lariccia, non c'è dubbio: Mele, pur profondamente turbato, sarebbe comunque stato in grado di rendersi conto delle estreme conseguenze che il suo gesto avrebbe comportato. Ma la difesa del giovane padre omicida intende fare chiarezza, su questo punto. Ed è per questo che hanno chiesto il rito abbreviato, ma subordinato comunque all'ascolto di un loro consulente, lo psichiatra Serafino De Giorgi. L'udienza è stata aggiornata al 17 novembre prossimo.


Intanto, Salvatore Centonze ed Alessandro Stomeo, i legali che difendono la famiglia della madre, Angelica Bolognese, che s'è costituita parte civile, hanno avanzato la richiesta di danni. Per la giovane, 1 milione di euro; per i nonni materni del piccolo Stefano, 250mila euro a testa.

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