Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Uccise il marito con l'eroina: accusata un'infermiera

A Taurisano una donna incastrata dall'esame tossicologico sul deceduto. Un anno fa avrebbe compiuto l'omicidio per garantirsi la convivenza con l'amante. Al quale raccontava bugie sul coniuge

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Il decesso era stato attribuito a un infarto. Ma un anno dopo sono scattate le manette ai polsi di Lucia Bartolomeo, infermiera trentaseienne di Taurisano, accusata dell'omicidio del marito. Il sostituto procuratore della Repubblica, Guglielmo Cataldi, sostiene che la donna avrebbe ucciso il coniuge con una dose di eroina, massiccia quantità al posto dei medicinali nella siringa, alterazione della siringa corredo delle cura di una gastroenterite. L'indagine è stata avviata sulla scorta dei sospetti della polizia destati da alcune informazioni. Gli agenti erano venuti a conoscenza della relazione extraconiugale della presunta omicida.

L'esame tossicologico non ha lasciato scampo: Ettore Attanasio, fabbro di 36 anni, è stato stroncato dallo stupefacente. L'esame del cadavere riesumato ha permesso di individuare nel rene, nel fegato e nella cistifellea tracce di morfina, olre che di codeina e di monoacetilmorfina. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Ercole Aprile.

Forse la Bartolomeo sperava di
liberarsi del marito godersi l'amante, al quale aveva raccontato del cancro del coniuge. Non era vero neppure che ad Attanasio restavano pochi mesi di vita. Ma lo ripeteva all'amante. E ai colleghi. "Si tratta di una questione di ore" aveva scritto nei messaggi telefonici all'amante poche ore prima del decesso per il quale l'infermiera è ora accusata di omicidio premeditato.

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