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Sabato, 13 Aprile 2024
La tragedia del 16 marzo / Taurisano

Uccise moglie a coltellate, tenta suicidio in carcere. Ora è in isolamento, assistito da uno psichiatra

L’episodio è stato richiamato nella richiesta che i legali di Albano Galati, autore del ferimento mortale della consorte a Taurisano, hanno inoltrato al gip per autorizzare l’assistenza medica e per saggiare le attuali condizioni psicofisiche dell’uomo

TAURISANO – Sarà sottoposto ad una costante visita psichiatrica e ad una perizia medica finalizzata a saggiare le sue condizioni psicofisiche, Albano Galati, il 56enne di Taurisano che il 16 marzo scorso si è reso responsabile delle ferite letali, inferte con un coltello e un taglierino che hanno causato la morte della moglie, Aneta Danelczyk, e del ferimento di una vicina di casa.

L’uomo, recluso presso il carcere di Lecce, dopo la convalida dell’arresto e dell’ordinanza di custodia cautelare a suo carico richiesta dalla procura, nello scorso fine settimana ha tentato il suicidio in cella, e solo il pronto intervento degli agenti della polizia penitenziaria ha permesso di scongiurare il tentativo estremo di autolesionismo.

Proprio alla luce di tale circostanza, Galati, che già da tempo era seguito dai servizi sociali ed era sotto cura presso il centro di salute mentale di Casarano, è stato ora spostato, in via prudenziale, in una cella di isolamento dove non vi sono oggetti che potrebbero essere utilizzati per compiere ulteriori gesti estremi.

L’episodio è stato richiamato anche nell’ambito della richiesta che il 27 marzo scorso i legali del 56enne, gli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, hanno inoltrato al gip, Giulia Proto, al fine di autorizzare l’accesso, anche reiterato, in carcere di un medico psichiatra per saggiare le attuali condizioni psicofisiche del loro assistito, verificando anche la compatibilità con il regime carcerario e alla luce di una condizione neuropsichiatrica evidentemente complessa,  e già presente ancor prima del verificarsi del fatto delittuoso e della detenzione in carcere.

Il gip ha già dato seguito a tale istanza, autorizzando l’accesso in carcere dello psichiatra e garantendo gli approfondimenti medico-assistenziali richiesti dai legali.

Il 16 marzo scorso, Albano Galati, aveva raggiunto l’abitazione della moglie in via Luigi Corvaglia, e dopo una discussione, in forte stato di alterazione, ha colpito e ferito mortalmente la donna, infierendo sul suo corpo con un coltello e un taglierino, e ferendo anche la vicina di casa, fortunatamente in maniera non grave, a cui Aneta Stefy Danelczyk aveva chiesto disperato aiuto.

Accompagnato in commissariato, e dopo aver accusato anche un malore, durante il confronto con il procuratore Guglielmo Cataldi e la sostituta Giorgia Villa, l’indagato, in evidente stato confusionale, non sarebbe riuscito a ricostruire i momenti antecedenti all’omicidio della consorte, ammettendo di non ricordare nulla.

Sul luogo della tragedia domestica gli agenti del commissariato di Taurisano e della Scientifica hanno proceduto al sequestro di oggetti utili alle indagini come un coltello da cucina nero lungo 30 centimetri, con lama di 18, e un taglierino con lama spezzata, rinvenuti sul pavimento accanto al cadavere.

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