Ucciso per un “errore” a Foggia. Condannato a 24 anni il killer di De Rocco

La sentenza della Corte d’assise dauna. Condanna per Marco Carella che due anni addietro uccise il 32enne carpentiere di Casarano alla periferia della città. Il vero obiettivo era il fratello del sicario

Il luogo dell'agguato (FoggiaToday)

FOGGIA - Fu ucciso per un errore e ora il suo sicario, che in realtà avrebbe voluto colpire a morte suo fratello, dovrà scontare una pena di 24 anni di carcere. E’ questa infatti la condanna emessa nelle scorse ore a carico di Marco Carella, 40 anni di Foggia a conclusione del processo per l'omicidio di Luigi Antonio De Rocco, 32enne di Carasano, ucciso il 28 giugno di due anni fa in via Mario Forcella alla periferia della città capoluogo della provincia dauna. La sentenza dei giudici della Corte d’assise di Foggia, dopo quattro ore di camera di consiglio, ha accolto in pieno la richiesta della procura, al termine di un processo intricato, segnato da dinamiche familiari complesse e di colpi di scena.

Il vero obiettivo dell’agguato di quella sera, teso da Marco Carella, era in realtà proprio il fratello, Bruno Carella, ma sotto i colpi di fucile sparati dall’auto in corsa contro i due soggetti che si trovavano nella macchina posteggiata in strada, rimase colpito a morte il giovane Luigi De Rocco. Il 32enne era un giovane carpentiere ed era da poco arrivato a Foggia per effettuare dei lavori nell'abitazione di Bruno Carella (già scampato alcuni mesi prima ad un altro agguato), ma è rimasto vittima di un agguato teso, con ogni probabilità, contro il suo committente. 

Una fucilata esplosa da una macchina in corsa, in via Forcella, lo colpì ad una spalla. Il pallettone si era poi fatto strada fino al cuore, non lasciando scampo al giovane casaranese. Marco Carella, fu arrestato dai carabinieri a Caserta, alcuni giorni dopo il fatto di sangue. Il 40enne ha sempre rigettato ogni accusa, dichiarandosi innocente. Ma ora è arrivata per lui la condanna in primo grado.

"Si è trattato di un omicidio maturato in ambito familiare”, ha spiegato a FoggiaToday il legale della famiglia di De Rocco, l'avvocato Diego Petroni, “la circostanza per la quale ogni possibile testimone era legato agli altri da vincoli familiari ha reso molto complesse le indagini per la procura.  Il reale obiettivo dell'omicidio era Bruno Carella, fratello di Marco, che in quel momento era in auto con il figlio e, casualmente, con la sfortunata vittima".

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