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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca Andrano

Amati accusato di aver diffamato imprenditore salentino, la difesa: "Il processo si svolga a Bari"

Si è svolta l'udienza predibattimentale che riguarda alcune dichiarazioni, anche a mezzo stampa, del consigliere regionale a carico di Luigi Botrugno, ideatore di un rimedio contro l'essiccamento da Xylella

BRINDISI - L'avvocato Carlino Carrieri, che difende il consigliere regionale Fabiano Amati, durante l'udienza predibattimentale ha sollevato l'eccezione di competenza territoriale e ha presentato una memoria difensiva. E l'avvocato Antonio Sartorio, che assiste l'imprenditore di Andrano Luigi Botrugno, ha depositato l'ammissione di parte civile. Si è svolta ieri, giovedì 18 aprile 2024, l'udienza predibattimentale che riguarda un caso di presunta diffamazione da parte del politico fasanese a danno dell'imprenditore salentino - ideatore di un trattamento contro l'essiccamento da Xylella - in un'aula del tribunale di Brindisi, davanti al giudice Valerio Fracassi.

Il politico di Azione e presidente della commissione regionale Bilancio e programmazione era stato citato a giudizio dal pm Pierpaolo Montinaro (della procura del capoluogo adriatico), dopo la querela presentata dallo stesso Botrugno. Lo stesso politico, avuta notizia dell'indagine a proprio carico, aveva dichiarato: "Se ci sarà il processo, chiamerò tutti i maggiori scienziati nazionali e internazionali a testimoniare la verità di quanto ho affermato". Amati è accusato di aver offeso, a più riprese, la reputazione dell'imprenditore. Botrugno ha ideato un trattamento, NuovOlivo, per far rinverdire gli ulivi essiccati. Tornando all'udienza di ieri, la "predibattimentale" è un'udienza filtro - introdotta dalla riforma Cartabia - che segue la citazione diretta da parte del pm.

La difesa di Amati sostiene che il foro competente sarebbe quello di Bari, luogo di residenza dell'imputato. Sono alcune sue dichiarazioni ad aver spinto Botrugno alla querela. Nel gennaio 2022, per esempio, Amati aveva rilasciato alcune dichiarazioni a un quotidiano locale: "Si è trattato di un raggiro per evocare una fantomatica cura dalla Xylella". Non solo carta stampata: in un'altra occasione, si legge nel capo d'imputazione, sul suo profilo di un social network Amati aveva pubblicato un post in cui affermava, senza tanti complimenti che "era una truffa". Insomma, il giudizio di Amati è stato netto. Fin troppo, per Botrugno e per la procura di Brindisi, dato che deve rispondere di diffamazione. La prossima udienza si terrà il 9 maggio prossimo.

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