Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Presi in quattro dopo il maxi-sbarco di marijuana: “Corrieri per necessità”

Udienza di convalida per gli uomini che sabato sono stati acciuffati nella pineta di Torre Sant'Andrea dopo un inseguimento per mare. Sostengono di essere stati contattati da altri albanesi e di non sapere a chi fosse destinato il carico

I borsoni contenenti l'ingente quantità di marijuana.

LECCE – Si è svolta oggi, nel carcere di Borgo San Nicola, l’udienza di convalida dei quattro cittadini albanesi arrestati subito dopo aver sbarcato sulle coste salentine oltre una tonnellata di marijuana, dopo un inseguimento mozzafiato fra le onde del mare. All’alba di sabato, dopo aver intercettato il motoscafo su cui viaggiavano, è scattata una vera e propria retata della guardia di finanza, con tanto di caccia all’uomo che s’è protratta fino alle prime ore del mattino.

A conti fatti, i militari hanno recuperato droga per un valore da capogiro, che approssimativamente si può stimare sugli 8 milioni di euro. I quattro hanno dichiarato di aver agito per soldi, per sfamare le famiglie rimaste in Albania, di essere stati contattati da alcuni connazionali ma di no sapere a chi fosse destinato il prezioso carico. I quattro, viste anche le ingenti quantità di droga trasportate, rischiano una condanna pesante.

Tutto è nato dopo che un aereo islandese impiegato nell’ambito dell’operazione internazionale “Aeneas 2013”, promossa dall’agenzia europea Frontex, intorno alle 23 di notte, ha individuato il motoscafo al largo di Frassanito, nota località balneare a nord di Otranto. Già osservato dall’alto, e nonostante il buio, si era intuito che potesse trasportare qualche carico scottante. Tenuto sotto controllo, tutto è diventato più chiaro quando ha approcciato la costa, nei pressi di Conca Specchiulla, dove vi sono diverse piccole insenature seminascoste. Qui, gli scafisti hanno iniziato a scaricare diversi borsoni. Uno dietro l’altro. A terra erano forse già attesi da complici.

Finito il “lavoro”, il natante ha ripreso il largo. Intanto, però, l’aereo e un guardacoste del Gruppo aeronavale della guardia di finanza di Taranto, avevano già indirizzato in zona una vedetta veloce della Sezione operativa navale di Otranto. I militari hanno individuato il motoscafo quand’era già in allontanamento e a bordo pensavano di averla fatta franca. Colti letteralmente di sorpresa, gli scafisti, compreso che non sarebbero andati lontano, hanno invertito bruscamente la rotta, ritornando a forte velocità verso la costa salentina, per poi abbandonare il motoscafo sugli scogli, nei pressi della pineta di Torre Sant’Andrea e fuggire a piedi.

Nel frattempo, a terra, pattuglie sempre della Sezione operativa navale, insieme ad altri militari compagnia di Otranto della finanza, avevano scovato, nascosti fra boscaglia e scogliera, nei pressi del luogo dov’era poco prima avvenuto lo sbarco, trentasette borsoni. Dentro, mille e 104 chili di marijuana. Uno degli albanesi, ignaro di tutto, era rimasto a vigilare il carico. E sono scattate le prime manette. Le ricerche dei complici sono andate avanti fino alle prime luci dell’alba. Altri tre albanesi sono stati rintracciati e arrestati strada facendo. Tutte persone tra i 25 e i 40 anni., che hanno dichiarato di essere di Valone All’appello ne mancherebbero però almeno due. Nessuno fra coloro i quali sono stati sorpresi aveva documenti. Tutti hanno rilasciato generalità che sono in queste ore al vaglio degli inquirenti, grazie anche alla collaborazione delle autorità albanesi.

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