Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Miccolis, il riesame prende tempo. Sulla nomina un nuovo affondo dei sindacati

I giudici del Tribunale di Lecce si esprimeranno entro cinque giorni sull'istanza presentata, questa mattina, dai due avvocati dell'ex direttore generale dell'ateneo salentino. Intanto, Cgil e Uil, a proposito del rinvio a giudizio per le vicende riguardanti l'Università di Siena, ricordano come la voce fosse già trapelata

Foto di repertorio

LECCE – I legali di Emilio Miccolis - l’ex direttore generale dell’ateneo salentino ai domiciliari dallo scorso 16 giugno -  Daniele Montinaro e Viola Messa, hanno discusso dinanzi ai giudici del Tribunale del riesame, la richiesta di scarcerazione per l’insussistenza di esigenze cautelari. Ricoprendo una nuova qualifica, infatti, Miccolis non potrebbe reiterare il reato.

I due avvocati hanno fatto presente come il loro assistito non sia altro che vittima di un’annosa e preesitente divergenza tra il management dell’ateneo salentino e il sindacato. Le registrazioni originali dei sindacalisti, inoltre, non sarebbero ancora state ascoltate dal consulente tecnico d'ufficio nominato dal Tribunale. Il Riesame avrà ancora cinque giorni per esprimersi sulla richiesta.

Intanto, la notizia del rinvio a giudizio di Emilio Miccolis, per i reati contestati di peculato ed abuso d’ufficio nell'inchiesta che riguarda il periodo in cui era direttore amministrativo dell' università di Siena, sollecita un’ulteriore riflessione da parte dei sindacati. “Ferma restando la presunzione d'innocenza fino all'ultimo grado di giudizio, occorre ricordare che nel corso del Consiglio d’amministrazione del 29 dicembre 2009 un componente di quell'organo sottolineò come la stampa senese già da alcuni mesi aveva riportato notizie relative ad accertamenti a carico di Miccolis – scrivono referenti di Uil/Rua ed Flc Cgil -,  chiedendo che il senato accademico riconsiderasse quanto già deliberato, alla luce delle informazioni acquisite”.

I sindacati sottolineano come il rettore Domenico Laforgia rispose a queste sollecitazioni dichiarando che le notizie citate erano “pura diffamazione”. “Il Cda rimase inerte – aggiungono - e, a maggioranza, confermò la scelta del senato accademico che, sulla base di una valutazione effettuata dal rettore con l'ausilio di una commissione, composta dal pro-rettore, dal professor Santoro, dalla professoressa Chirco e dal  professore Zara, aveva individuato Miccolis quale futuro direttore amministrativo dell'ateneo”.

Sulla scelta di Miccolis, dunque, il governo dell’ateneo avrebbe tirato dritto. E nel corso della stessa seduta il rettore avrebbe “ripetutamente difeso Miccolis, valorizzandone la correttezza professionale, accusando le organizzazioni sindacali di denigrare quest'ultimo, in quanto fiero oppositore dei loro privilegi”.

Anche il senato accademico sarebbe stato investito del problema riguardante le procedure avviate dalla procura di Siena sull’aspirante direttore generale, attraverso una interrogazione presentata da un’ organizzazione sindacale e da un senatore.

Ma anche in quella sede, sottolineano gli esponenti di Flc Cgil e Uil/Rua, il magnifico avrebbe adottato “una strenua difesa d’ufficio, condita dalle solite intimidazioni verso i sindacalisti”. “Lo stesso Laforgia – prosegue la nota - ha sempre escluso il coinvolgimento di Miccolis nelle vicende senesi, ricordando che la procura della Corte dei conti di Firenze lo aveva scagionato da ogni responsabilità (in realtà ciò avveniva perché nel frattempo Miccolis aveva restituito all'università di Siena le somme oggetto di danno erariale, senza per questo uscire indenne da eventuali responsabilità penali)”.

“Nonostante le vicende di Siena emergessero sempre più chiaramente e si delineasse l'eventualità di un rinvio a giudizio, il rettore Laforgia, coadiuvato da una commissione di cui facevano parte il pro-rettore, la professoressa Gorgoni, la professoressa Chirco, il professor Lombardo, il professor Metafune ed ancora il professore Zara – spiegano ancora i sindacalisti -, nel mese di maggio del 2012 proponeva al Cda, sentito il senato accademico, Miccolis quale direttore generale, per i successivi 4 anni”.

Delegati, pro-rettori, organi collegiali: tutti avrebbero avallato questa scelta “acriticamente”. Senza porsi, cioè, alcun problema di opportunità politica. Nessuno sarebbe avulso da responsabilità, insistono i sindacati: “Quando, oggi, ci si chiede se il rettore, all'indomani dell'insorgere degli scandali che hanno coinvolto l'ex direttore generale, non avrebbe dovuto dimettersi per responsabilità indiretta, bisognerebbe estendere questo interrogativo a tutti quegli organi”.

“Nessuno ha avuto questa sensibilità – precisano - ed, anzi, se non fosse stato per qualche rappresentante sindacale oggi Miccolis sarebbe ancora al proprio posto”. In questo quadro di “deresponsabilizzazione e di supina acquiescenza”, il sindacato rivendica di aver dovuto svolgere una funzione di supplenza, sostituendosi, nella denuncia, a chi di competenza.

Quello stesso sindacato oggi auspica che “ognuno si assuma le proprie responsabilità mettendosi da parte, nell'interesse supremo dell'istituzione e della realtà territoriale, dei lavoratori, degli studenti e delle loro famiglie”.

Quello stesso sindacato rivolge un monito ai tre potenziali successori di Laforgia: quello di “rinunciare alle proprie aspirazioni personali o agli interessi di parte, per il rilancio dell'immagine di un' università vera interprete dei migliori valori umani e dei principi di democrazia, trasparenza e legalità”. “In una ateneo che sapesse interpretare tali valori e analoghi principi, il sindacato sarebbe ben lieto di poter tornare a svolgere il proprio ruolo, nell'ambito delle proprie prerogative e sulla base di corretti rapporti istituzionali”, conclude la nota di Flc Cgil e Uil/Rua.

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