Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Bianco, nell’udienza preliminare si separano le strade dei due imputati

Antonio Gabrieli, già scarcerato, sarà giudicato con il rito abbreviato, in calendario per il 9 di luglio. Per Antonio Zacheo invece, processo ordinario. I due sono accusati dell'omicidio volontario aggravato di Massimo Bianco, anch'egli di Martano

LECCE – Si scinde in due tronconi, al termine dell’udienza preliminare, l’inchiesta sull’omicidio Massimo Bianco, il 41enne di Martano freddato nella campagne non distanti del centro della Grecìa Salentina il 29 giugno scorso. Un omicidio maturato, secondo l’ipotesi accusatoria, nell’ambito “di banali contrasti di natura personale ed economica”. E’ questo, infatti, uno dei passaggi chiave e degli aspetto più peculiari emersi dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto della Repubblica di Lecce Antonio De Donno.

Antonio Gabrieli, martanese di 53 anni, assistito dagli avvocati Alessandro Stomeo e Francesco Protopapa sarà giudicato con il rito abbreviato, che avrà inizio il prossimo 9 luglio, data in cui sarà sentito lo stesso imputato. Rigettata, invece, l’ipotesi di abbreviato condizionato all’ascolto di tre testimoni.

Sarà giudicato con il rito ordinario, invece, Antonio Zacheo, di 27, anch’egli del posto. Il processo nei confronti dell’imputato, assistito dall’avvocato Dimitry Conte, si aprirà il 19 luglio dinanzi ai giudici della Corte d’assise. I due sono accusati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, occultamento di cadavere in concorso e porto illegale d’arma. Le indagini sono state condotte dai militari del nucleo investigativo dei carabinieri, guidato dall’esperienza e dalle grandi capacità investigative del capitano Biagio Marro, con la collaborazione dei colleghi della compagnia di Maglie.

GABRIELI ANTONIO-4Di Massimo Bianco – che nell’ottobre del 2010 era stato arrestato per usura ed estorsione aggravata ai danni di un imprenditore neretino - si erano perse le tracce il 27 giugno. Il giorno dopo la moglie ne aveva segnalato la scomparsa e nel primo pomeriggio di sabato 29, a circa mezzo chilometro dal monastero dei Cistercensi ne fu rinvenuto il cadavere, semi-carbonizzato. L’autopsia condotta dal medico legale, Roberto Vaglio, ha poi confermato che il 41enne era stato ucciso con un solo colpo di pistola che aveva sfondato il cranio da destra verso sinistra e che non c’era stata alcuna precedente colluttazione.

ZACHEO ANTONIO-4I carabinieri hanno ascoltato più volte numerose persone cercando indizi ed informazioni utili. In particolare, la Nissan di Gabrieli è finita sotto sequestro già nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere. Gli inquirenti, infatti, ritengono sia stato lui, che di mestiere fa il camionista, ad accompagnare Bianco sul luogo di un presunto appuntamento. Lo avrebbe fatto, del resto, proprio con la complicità di Zacheo, che di Bianco era socio in una ditta dedita al commercio di materiale edile per la quale lavorava Gabrieli.

Negli interrogatori subiti il 53enne ha ammesso i rapporti con la vittima e ha spiegato di aver trascorso con i due soci una parte della mattinata fino al momento del presunto appuntamento: lasciato Bianco nel posto indicato i due avrebbero passato altre ore insieme. A ottobre scorso Gabrieli ha lasciato il carcere di Borgo San Nicola. Il gip Alcide Maritati, infatti, accogliendo l’istanza di scarcerazione e condividendo la tesi difensiva dei legali dell’uomo, ha ritenuto che le esigenze cautelari fossero cessate e concesso i domiciliari al 53enne.

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