Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Operazione "Peter Pan", diciannove imputati scelgono l'abbreviato

Udienza preliminare relativa ad uno dei principali blitz della squadra mobile, un anno addietro. Furono 29 le persone arrestate, considerate vicini al clan Tornese e legati all'attività di spaccio. Per due rito ordinario

La conferenza stampa che seguì al blitz

LECCE – Si è tenuta oggi, dinanzi al gup Antonia Martalò, l’udienza preliminare relativa alla cosiddetta operazione “Peter Pan”. Ventisei le posizioni di altrettanti imputati su cui il gup è stato chiamato a decidere. In diciannove hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, mentre due hanno scelto quello ordinario. Un imputato, invece, ha scelto la via del patteggiamento, mentre altre quattro posizioni sono state momentaneamente stralciate per un difetto di notifica.

Alla base dell’inchiesta tre anni di indagini serrate, migliaia di intercettazioni telefoniche e ambientali, arresti, ingenti sequestri di droga e un’attività investigativa capillare. Questi gli elementi alla base di una delle operazioni più importanti degli ultimi anni, che ha inflitto un colpo decisivo alla malavita salentina. L’operazione, denominata “Peter Pan 2008”, ha smantellato una vasta associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti, che agiva in una sorta di quadrilatero compreso tra i comuni di Monteroni di Lecce, Arnesano, Porto Cesareo e Carmiano.

Un sodalizio inserito nell'organizzazione della Sacra corona unita, con particolari legami con il clan più rappresentativo, quello dei fratelli Mario e Angelo Tornese di Monteroni, già in carcere. Ventinove le ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba del 29 novembre scorso dalla squadra mobile di Lecce  (in collaborazione con i colleghi di Brindisi, Taranto e Lanciano e con il supporto aereo del reparto Volo di Bari) di cui 27 in carcere (cinque quelle notificate a soggetti già detenuti)  e due agli arresti domiciliari. Le misure furono emesse dal gip Vincenzo Brancato su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Elsa Valeria Mignone. Alcuni di loro lasciarono il carcere pochi giorni dopo.

Le indagini degli agenti della squadra mobile di Lecce, partite nel 2008, hanno ricostruito l’intera rete su cui muoveva il traffico di cocaina, eroina, hashish e marijuana, evidenziando canali di approvvigionamento della sostanza stupefacente (Cerignola, Napoli, Tuturano e Brescia), ruoli all’interno dell’organizzazione e zone di spaccio. A guidare il gruppo ci sarebbe stato Pierpaolo Carallo, il 27enne di Monteroni assassinato da due sicari la sera del 15 gennaio del 2009 nei pressi del bar Desirè a Carmiano.

La sera dell’agguato un'auto civetta stava seguendo gli spostamenti di Carallo, ma non riuscì a fermare i killer evitando uno scontro a fuoco che avrebbe messo in pericolo i tanti passanti. Una condanna a morte maturata, con ogni probabilità, per le mire espansionistiche della vittima che aveva la sua base logistica in una sala giochi di Monteroni, il “Peter Pan”, da cui è poi scaturito il nome dell’operazione. Mandanti ed esecutori di quell’omicidio non sono stati identificati e non fanno parte dell’indagine. Dopo la morte del 27enne altri avrebbero preso il suo posto, con compiti e gerarchie ben precise. Raffaele Martena avrebbe gestito i rapporti con l'area brindisina, mentre Fabio Lorenzo avrebbe avuto il compito di custodire la droga per conto del gruppo, occultandola in un appezzamento di terreno di proprietà della moglie. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti 12 arresti in flagranza di reato e sequestrati 1 chilo e 600 grammi di cocaina, 1 e mezzo di hashish, 4 e mezzo di marijuana. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Bonsegna, Luigi Rella, Benedetto Scippa e Vincenzo Mariano.

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