Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Turista travolta e uccisa da una Smart, a giudizio la conducente dell'auto

Il processo scaturito dall'inchiesta sulla morte di Anna Innorta, la 23enne originaria di Bologna, travolta ed uccisa da un'auto guidata da una coetanea, mentre percorreva la via per Torre Lapillo, si aprirà il 12 dicembre

LECCE - Si aprirà il prossimo 12 dicembre, dinanzi al giudice del Tribunale di Nardò, Il processo scaturito dall'inchiesta sulla morte di Anna Innorta, la ragazza bolognese di 23 anni travolta e uccisa da un'auto il 20 agosto 2011 a Porto Cesareo, mentre stava percorrendo a piedi via Torre Lapillo (la strada provinciale 340). In quel momento sopraggiunse una Smart, condotta da una ragazza di 24 anni, Valentina Carrozzo, di Salice Salentino, che investì la vittima e un suo amico, un 20enne originario di Palo del Colle, in provincia di Bari. Alcune ore dopo la Carrozzo fu arrestata con l'accusa di omissione di soccorso, e scarcerata pochi giorni dopo.

Le ipotesi di reato a carico della Carrozzo sono di omicidio colposo e omissione di soccorso. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Giovanni Gallo al termine dell'udienza preliminare. La 24enne risultò positiva all'etilometro, con un tasso di 0,69, di poco superiore al limite consensito. Un tasso per cui è prevista solo una sanzione amministrativa.

A novembre scorso, su richiesta del legale della giovane imputata, l'avvocato Paolo Spalluto, è stato eseguito un esperimento giudiziale per "verificare, nelle medesime condizioni in cui si è verificato il sinistro stradale, a quale distanza i proiettori anabbagglianti dell'autovettura consentivano il completo avvistamento di un pedone, ponendo il veicolo a distanze predeterminate ed eseguendo una verifica delle condizioni di avvistabilità per ognuna delle distanze".

Oltre al legale della Carrozzo, l'avvocato Paolo Spalluto, erano presenti: l'ingegnere Antonio Vernaleone, nominato dalla difesa; l'ingegner Sergio Carati, nominato dalla parte offesa, e il professore Sergio Leo, esperto di infortunistica stradale nominato dalla procura.

I periti cercarono di riprodurre le condizioni di visibilità di quella tragica notte. Dall'esperimento emerse che a una velocità di 40 chilometri orari l'autista della Smart era in grado di scorgere solo i piedi dei pedoni, a 20 solo parte della sagoma (dal ginocchio in giù) e solo a una velocità di 10 chilometri orari la sagoma intera. Sarebb emerso, dunque, che in quel tratto di strada, scarsamente illuminato e privo, in quel momento, di un attraversamento pedonale, vi era una difficoltà oggettiva nello scorgere dei pedoni che attraversavano la strada al buio. Le risultanze dell'esperimento giudiziale sono state depositate nel procedimento di cui è titolare il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi.

Il drammatico incidente avvenne in un tratto di strada poco illuminato, privo di segnaletica orizzontale e verticale, che d'estate vede decuplicare i residenti. Anna Innorta si trovava in vacanza nel Salento per festeggiare il suo 23esimo compleanno. Ad attenderla, però, in una strada buia e profumata di mare, un destino tragico, che ha spezzato la sua giovane vita. Rigettata la richiesta di integrazione probatoria presentata dall'avvocato  Spalluto. 

 

 

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