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Uffici giudiziari, l'Ordine degli avvocati chiede interventi per la struttura

In una nota al presiente della Corte d'Appello si auspica la convocazione di un incontro alla presenza anche dei tecnici

LECCE – L’Ordine degli avvocati di Lecce torna a puntare l’attenzione sulle condizioni della struttura degli uffici giudiziari di viale De Pietro, sottolineando come lo stesso presidente dell’Ordine degli ingegneri abbia affermato che “se non si effettuano continui interventi di manutenzione, il degrado causato dal processo di carbonatazione sarà velocissimo”. “La posizione da anni assunta dall’avvocatura – si legge in una nota inviata al presidente della Corte d’Appello – non ha alcuna finalità polemica o allarmista, essendo a tutti noto che il problema è stato sollevato in periodi non sospetti e che non scaturisce certo dagli ultimi tragici eventi, i quali però non possono essere ritenuti episodici o fortuiti, ma che devono invece servire da monito per evitare tragedie future”.

Lo scorso 23 giugno si è tenuta nella biblioteca del Tribunale una riunione organizzata dall’Anm, alla quale anche il Consiglio dell’Ordine è stato invitato a partecipare e in cui sono emerse non poche preoccupazioni, da tutti condivise. L’unica risposta ottenuta dal Ministero competente attiene ad un finanziamento di appena 400mila euro, per la sola rimozione dei pezzi di cemento che quotidianamente si staccano dalla facciata del palazzo. Non è stato comunicato se i fondi promessi siano stati di fatto erogati e quando avranno inizio i lavori di messa in sicurezza.

“Non ci è noto inoltre – commentano –, se e quando l’Ordine degli ingegneri abbia periziato l’immobile di Viale De Pietro, ma ove ciò fosse avvenuto, sarebbe opportuno che l’avvocatura fosse messa a conoscenza dei risultati di tali accertamenti, anche al fine di poter offrire risposte ai colleghi che ogni giorno accedono al palazzo e agli impiegati che occupano il sesto piano, destinato agli uffici dell’Ordine, oltre che a tutti i fruitori degli uffici giudiziari. Sarebbe quanto mai urgente conoscere se e quando siano stati effettuati i necessari controlli-monitoraggi e progettate le opere di manutenzione, atte ad evitare o a contenere il processo di carbonatazione della struttura in cemento armato, evidenziato dal presidente degli ingegneri”.

Gli avvocati ribadiscono “la improcrastinabilità di un’azione concertata e congiunta, per accelerare un serio intervento da parte del competente ministero, affinché attui un investimento di risorse pubbliche, che non può limitarsi a palliativi, posti in essere in modo sporadico e disordinato o alla concessione di insufficienti risorse economiche, ma si concretizzi in soluzioni efficaci, poiché la situazione attuale non è stata affatto minimizzata dall’ingegnere Dell’Anna, cosicché offrire all’Utenza notizie inutilmente tranquillizzanti non giova a nessuno, ma anzi spegne il faro che noi tutti abbiamo il dovere di accendere su problematiche che investono la intera comunità”.

Al presidente della Corte chiedono di voler fissare quanto prima un incontro, anche alla presenza dei tecnici e del presidente dell’Ordine degli ingegneri,” al fine di comprendere con chiarezza e dovizia di dati specifici lo stato dell’immobile di viale De Pietro, ovvero di fornirci gli esiti degli accertamenti svolti, dei quali l’ Ordine non ha al momento contezza”.

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